Oristano, nuova protesta per il trasferimento delle quinte del Sacro Cuore

Si ripete la storia dell’esodo forzato per i bambini della scuola primaria del Sacro Cuore. Dopo il trasferimento subito lo scorso anno, le tre classi quinte a tempo normale saranno nuovamente spostate, questa volta nel plesso di Sa Rodia. Una decisione che, secondo i genitori, “sta scuotendo profondamente la comunità scolastica, le famiglie e i piccoli alunni che si vedono strappare ancora una volta le radici appena poste nell’ultimo istituto e che dovranno nuovamente ambientarsi in un’altra sede”.

I genitori, attraverso una lettera aperta, sottolineano come per i quarantanove alunni questo significhi affrontare “il secondo trasferimento consecutivo in altrettanti anni scolastici”, proprio nel momento cruciale che prepara al passaggio alle scuole medie. “Cosa stiamo chiedendo ai bambini?”, si domandano le famiglie, preoccupate soprattutto per gli studenti che hanno difficoltà di adattamento e che hanno vissuto con fatica il precedente cambiamento.

La comunicazione è arrivata solo il 4 agosto, senza un reale confronto con i genitori, e a meno di dieci giorni dall’inizio della scuola, previsto l’11 settembre, è stato annunciato un servizio navetta. Restano però molti interrogativi: “Quanti mezzi saranno effettivamente messi a disposizione? A che ora partirà il pulmino e a che ora farà ritorno? L’accoglienza per i fratelli e sorelle dislocati in due plessi sarà gratuita o a pagamento?”.

Preoccupazioni anche per i tempi di spostamento: i bambini dovranno infatti attraversare la città nelle ore di punta, “sommando all’orario scolastico almeno venti minuti all’ingresso e venti all’uscita”.

Un passaggio della lettera mette in evidenza l’amarezza dei genitori: “Le proposte che le famiglie hanno avanzato al Comune e alla Dirigente scolastica sono state tante e supportate da considerazioni importanti dal punto di vista didattico, pedagogico e organizzativo, ma sono cadute nel vuoto”.

Infine, l’allarme sulla perdita di un’identità storica: “Allontanare tre gruppi classe dal rione del Sacro Cuore rappresenterebbe l’inizio della fine di un patrimonio costruito con dedizione, professionalità e impegno da decenni”.

I genitori chiedono un ripensamento, soluzioni alternative meno traumatiche e maggiore ascolto da parte delle istituzioni, in nome del benessere dei bambini.

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