La politica torna alla guida della Provincia di Oristano
Dopo un decennio di commissariamenti, la politica si riappropria ufficialmente della guida della Provincia di Oristano. Nel tardo pomeriggio si è insediato il nuovo consiglio provinciale con la convalida degli eletti e il giuramento del presidente Paolo Pireddu, segnando l’avvio di una nuova fase per l’istituzione intermedia.
Nel suo intervento di apertura, Paolo Pireddu ha definito la giornata “un momento storico per il territorio oristanese”, evidenziando l’importanza di riportare la Provincia al centro del dibattito politico e di restituirle un ruolo di coordinamento tra i Comuni. “Dopo anni di gestione commissariale – ha dichiarato – la Provincia torna ai rappresentanti scelti dai cittadini. I consiglieri eletti provengono da tutti i territori e questo garantirà una rappresentanza equilibrata delle diverse realtà locali”.
Il presidente ha annunciato che il nuovo consiglio sarà chiamato a riscrivere lo Statuto provinciale per ridefinire ruoli, competenze e modalità operative dell’ente. “Non formalizzo ancora le deleghe – ha spiegato – perché voglio che le nuove regole nascano da un confronto condiviso. Ma ho già individuato come vicepresidente Claudio Pinna, Sindaco di Zeddiani e rappresentante dei Riformatori Sardi”.

Un’aula eterogenea e rappresentativa, quella del nuovo consiglio, composta da amministratori provenienti da tutto il territorio provinciale, espressione di diverse aree politiche. Diversi interventi hanno scandito la prima seduta, all’insegna della volontà di collaborazione e del desiderio di restituire centralità all’Ente.
Renzo Ponti, Sindaco di Nurachi ed esponente del centrosinistra, ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità del passato e sulla necessità di voltare pagina: “Nessuno condivide la legge Delrio, che ha relegato le Province a enti di secondo livello. Anche la Regione ha colpe, per aver mantenuto i commissari per dieci anni. La nostra non deve più essere la Cenerentola del territorio sardo. Dobbiamo lavorare insieme, maggioranza e minoranza: l’opposizione non può essere mero osservatore. Mi auguro ci siano le commissioni con il nuovo Statuto e che non si assista a uno spoil system dirigenziale. Ci fidiamo del Presidente, ma saremo esigentissimi nel chiedere un cambio di passo, non come sta succedendo nel Comune capoluogo”.
Il neo vicepresidente Claudio Pinna ha sottolineato lo spirito con cui intende affrontare il mandato: “La Provincia ha tante potenzialità su cui dobbiamo essere bravi a fare sintesi. Quanto più saremo capaci di fare squadra, tanto più riusciremo a raggiungere risultati concreti”.
Dalla piana del Terralbese, il vicesindaco Andrea Grussu, consigliere più votato in assoluto, ha indicato la strada della condivisione: “L’obiettivo è essere interlocutore di tutti i Sindaci della Provincia. I voti che ho ricevuto sono un attestato di stima e un mandato a essere voce di tutti”.
Dal versante bosano, Angelo Masala, eletto nel centrosinistra, ha posto l’accento sul “lavoro di squadra” e sulla necessità di riconquistare la fiducia dei cittadini, nonostante le elezioni siano ancora di secondo livello.
L’assessora di Cabras Laura Celletti, una delle due donne presenti in Consiglio, ha ricordato la necessità di un metodo chiaro e partecipato: “È un ruolo delicato e importante. Per me la priorità è lavorare con visione e programmazione lungimirante, basata su percorsi trasparenti e condivisi. Il primo atto politico serio deve essere dotarci di strumenti di analisi per dare una direzione chiara”.
Della stessa opinione Federica Piras, consigliera di Gonnostramatza: “La Provincia deve essere la casa delle autonomie locali. Massima disponibilità a collaborare, ma servono dati e strumenti di conoscenza”.
Dai banchi del capoluogo, Antonio Iatalese ha espresso soddisfazione per il ritorno della politica alla guida delle Province, auspicando un ritorno al voto diretto: “Finalmente la politica rientra nelle Province. Mi auguro che si possa tornare presto alle elezioni di primo livello, anche prima dei due anni di orizzonte del nostro mandato”.
Più diretto il collega oristanese Giuliano Uras, che non ha risparmiato critiche al sistema attuale: “Questa è una legge che fa schifo. La Provincia è sempre stata una palestra di coesione, dove ogni collegio era rappresentato. Oggi invece c’è una sola rappresentante dei Comuni sotto i mille abitanti. Gli ultimi dieci anni sono stati deludenti. Ma siamo orientati su una gestione collegiale”.
Più ironico, il sindaco di Paulilatino Domenico Gallus (centrodestra), che ha commentato con una battuta accolta dalle risate dell’aula: “Un’elezione splendida, perché per la prima volta conosco nomi e cognomi di chi non mi ha votato!”
A chiudere gli interventi, il consigliere Massimo Blandino di Bosa, che ha voluto ringraziare i colleghi e salutare con entusiasmo l’inizio di questa nuova esperienza amministrativa.

