Processo Ippocrate. La difesa di Succu: “Nessuna irregolarità nei concorsi”
Giornata cruciale nel processo Ippocrate, che indaga sulle presunte irregolarità nei concorsi e nelle assunzioni dell’ex Asl di Oristano. L’avvocato Guido Manca Bitti, difensore dell’ex Sindaco di Macomer Onorato Succu, ha ricostruito punto per punto la linea difensiva, sostenendo che “errori di fondo, testimonianze contraddittorie e interpretazioni arbitrarie” non hanno mai fornito prove certe di colpevolezza.
Il cuore della discussione è il concorso per ostetriche, visto che l’indebita induzione e’ l’unico capo d’imputazione ancora in piedi, dopo la prescrizione di altri reati. Secondo Manca Bitti, non è vero che all’epoca si potesse attingere da altre graduatorie: “Il concorso era necessario – ha detto – e le persone che vinsero erano le più esperte del reparto”. Al centro delle accuse c’è la frase che il ginecologo Bruno Lacu avrebbe attribuito a Succu all’ingresso in sala operatoria (“Buongiorno a tutte, tra poco c’e’ il concorso, ma ricordatevi che ci sono anche le elezioni”), considerata dalla difesa “un episodio privo di rilievo penale, riferito da un testimone livoroso perché superato professionalmente dallo stesso Succu”.
Per la difesa, anche i rilievi della Guardia di Finanza sarebbero frutto di confusione tra prove preselettive e concorso vero e proprio. Le prove scritte, ha ricordato Manca Bitti, sono state analizzate da un consulente tecnico nominato dal pubblico ministero, il dottor Macciotti: “Ma secondo la Cassazione, il giudice non possiede competenze tecniche per sovvertire giudizi già motivati da chi, come il professor Dessole, presidente della commissione, aveva valutato anche oltre il semplice voto numerico”.
Quanto alle prove orali, la difesa ha chiarito che si svolsero “a porte chiuse per necessità”, poiché venivano estratte tre domande alternative e ne veniva scelta una comune per tutti: “Lasciare entrare altri candidati avrebbe significato avvantaggiarli – ha detto il legale –. Non c’è stata alcuna distorsione valutativa”.
Manca Bitti ha quindi chiesto l’assoluzione per il concorso delle ostetriche “perché il fatto non sussiste”. Il legale ha poi toccato anche altri capi d’accusa: per il reato di frode nelle pubbliche forniture, relativo a presunti favoritismi attraverso una società interinale, “non vi è prova di accordi illeciti: se e-work doveva fornire personale in 24 ore, chi aveva le qualifiche giuste aveva pieno diritto ad essere chiamato”.
Sul concorso per Oss, l’avvocato ha sottolineato che “Succu non ha alcun ruolo diretto né indiretto. Anche il Pm De Crescenzo lo ha definito responsabile solo in senso morale”.
Infine, il capitolo sul concorso infermieri: qui, secondo l’accusa, Succu avrebbe favorito Andrea Dore in cambio di sostegno politico al Partito dei Sardi. Ma la difesa ha ricordato che Dore si classificò 62esimo e che “era già iscritto al partito per sua scelta, non per indebita induzione”. Né, ha aggiunto Manca Bitti, esistevano all’epoca organigrammi formali del partito: “Il Partito dei Sardi era un movimento privo di struttura gerarchica fino al 2018. Nessuna prova di incarichi o pressioni”.
In conclusione, per la difesa “Succu e la commissione agirono correttamente. Nessuna prova di favoritismi o di utilità politica. Chi vinse i concorsi era semplicemente più preparato”.

