Oristano. Totem in acciaio corten bocciati dalla Soprintendenza
Panchine e totem in acciaio corten collocati nel centro storico di Oristano dovranno essere rimossi. A riportarlo è La Nuova Sardegna, che dà conto dell’intervento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio sulle installazioni di arredo urbano comparse negli ultimi mesi nelle vie e nelle piazze più sensibili della città.
Il pronunciamento riguarda in particolare le strutture posizionate a ridosso di edifici storici e monumenti sottoposti a tutela, giudicate incompatibili con il contesto paesaggistico e monumentale. Non si tratta, come riporta il quotidiano in un articolo a firma del giornalista Enrico Carta, di una semplice valutazione estetica legata a forme o colori, ma di una questione di autorizzazioni mancanti e di rispetto delle norme di tutela del paesaggio storico.
Secondo la Soprintendenza, i pannelli e le panchine in corten, in alcuni casi pensati anche come supporto per messaggi promozionali, alterano la percezione dei luoghi storici e avrebbero richiesto una preventiva verifica di compatibilità, mai formalmente concessa. Da qui l’indicazione al Comune di procedere allo smantellamento delle strutture e al ripristino delle aree eventualmente danneggiate.
Una decisione che arriva al termine di una vicenda che aveva già acceso un ampio dibattito cittadino. Fin dalla loro installazione, infatti, panchine e totem avevano suscitato polemiche politiche e critiche da parte di numerosi cittadini, che ne contestavano l’impatto visivo e la scarsa armonia con il centro storico. Proprio a seguito di quelle contestazioni, già la scorsa estate il Comune aveva valutato l’ipotesi di spostare almeno alcuni dei totem dalle aree più delicate.
Un’ipotesi che, però, non ha mai trovato concreta attuazione. Con il progressivo affievolirsi delle polemiche, infatti, il dossier era rimasto sostanzialmente fermo, fino all’intervento formale della Soprintendenza che ora impone una linea chiara.
Resta da definire quali saranno i tempi dello smantellamento e gli eventuali costi a carico dell’amministrazione comunale, chiamata anche a fare i conti con gli investimenti già sostenuti.

