Pardu Nou, 70 anni di storia. Il 2026 si apre con i festeggiamenti per Sant’Antonio
La borgata di Pardu Nou si prepara a vivere un 2026 carico di significati, tra memoria, identità e voglia di comunità. La borgata celebra infatti il settantesimo anniversario della sua nascita, una ricorrenza che riporta al centro il percorso umano e sociale di un territorio che, nel tempo, ha saputo costruire una forte coscienza collettiva, nonostante la divisione amministrativa tra i comuni di Solarussa e Siamaggiore.
Un cammino che affonda le sue radici nel 2001, anno in cui nasce il Comitato per la Rinascita di Pardu Nou, con l’obiettivo di far riconoscere la borgata come comunità unica, rafforzandone l’identità storica e sociale. Dieci anni dopo, nel 2011, il Comitato si trasforma in Associazione Culturale Ricreativa, assumendo un ruolo sempre più centrale nella vita della frazione e diventando un punto di riferimento per i residenti, impegnata nel dialogo con le amministrazioni e nella promozione di iniziative di interesse generale.
Negli anni non sono mancate le occasioni di incontro e partecipazione: dalle feste tradizionali dedicate a Santa Maria fino a eventi e manifestazioni socio-culturali pensate per rafforzare il senso di appartenenza e tenere viva la memoria del territorio. Un impegno che oggi guarda con attenzione al passato per consolidare il presente e costruire il futuro.
In vista del 70° anniversario, l’Associazione Culturale Ricreativa, insieme al Comitato del Settantenario, è già al lavoro per organizzare un programma di celebrazioni capace di coinvolgere l’intera comunità e valorizzare la storia di Pardu Nou. Un percorso che richiama il successo del cinquantenario del 2006, quando la borgata seppe richiamare numerose famiglie e residenti, testimoniando un forte attaccamento alla propria identità.

Intanto, il primo appuntamento dell’anno è fissato per venerdì 16 gennaio 2026, con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate in Piazza Santa Maria, uno dei momenti più sentiti dalla popolazione. Il programma prevede alle 18.00 la Santa Messa, seguita alle 18.45 dalla benedizione del falò e alle 19.00 dalla sua accensione, gesto simbolico profondamente legato alla tradizione dei fuochi di Sant’Antonio in Sardegna.
Dalle 19.30 la serata proseguirà con balli in piazza, animati dalla fisarmonica di Maurizio Sellero, e con lo stand del comitato, dove sarà possibile trovare cibo e bevande.

