Santu Lussurgiu, scontro sui dispositivi di sicurezza. “A queste condizioni Sa Carrela non si farà”

Il nodo dei dispositivi di sicurezza rischia di mettere seriamente in discussione lo svolgimento di Sa Carrela ’e Nanti a Santu Lussurgiu. Dopo quanto emerso ieri in Prefettura, oggi la tensione è salita di livello: una larga parte dei cavalieri si è apertamente ribellata all’obbligo di indossare caschetto e corpetto, annunciando che, se la prescrizione resterà tale, la storica manifestazione non si svolgerà.

La presa di posizione è stata formalizzata nella mattinata odierna, quando l’Associazione Cavalieri ha incontrato il Sindaco Diego Loi, per riferire l’esito e i toni accesi della riunione notturna di ieri, convocata dopo l’incontro della mattina in Prefettura. Un confronto serrato, dal quale è emersa una linea chiara: i cavalieri non rifiutano in assoluto l’uso dei dispositivi di protezione, ma contestano l’obbligatorietà, rivendicando la libertà di scelta del singolo cavaliere.

Una distinzione che per i protagonisti della corsa è tutt’altro che formale. L’imposizione di caschetto e corpetto viene vissuta come un atto che incide profondamente sulla natura stessa di Sa Carrela ’e Nanti, una manifestazione identitaria che da secoli si regge su codici, riti e responsabilità individuali. Per questo motivo, al Sindaco è stato comunicato senza mezzi termini che alle condizioni attuali la corsa non si farà.

La vicenda affonda le sue radici nella riunione di ieri mattina del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Salvatore Angieri, convocato per definire le misure di safety e security delle principali manifestazioni carnevalesche della provincia.

In quell’occasione, è stato annunciato, in accordo con il direttivo dell’Associazione Cavalieri, l’introduzione dei dispositivi di protezione individuale nel quadro delle prescrizioni normative vigenti. Nel corso dell’incontro in Prefettura erano stati inoltre esaminati i piani sanitari, predisposti in sinergia con AREUS, le misure di controllo del traffico e le attenzioni dedicate al benessere animale, con la conferma del fondo idoneo lungo il percorso della corsa, liberato dall’asfalto come avviene da anni.

Oggi, però, il quadro appare profondamente cambiato. La distanza tra istituzioni e cavalieri è diventata evidente e la minaccia di uno stop a Sa Carrela ’e Nanti non è più solo teorica. Nelle prossime ore si capirà se sarà possibile trovare una mediazione capace di tenere insieme sicurezza, normativa e tradizione, o se Santu Lussurgiu dovrà fare i conti con una decisione senza precedenti.

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