Trasporto merci e insularità. Presidio dei Riformatori al porto di Oristano

Nel pomeriggio di oggi, 22 gennaio, i Riformatori Sardi per l’Europa hanno promosso un presidio simbolico al Porto di Oristano – Santa Giusta, esponendo alcuni striscioni per richiamare l’attenzione su una criticità sempre più grave: l’aumento insostenibile dei costi del trasporto merci da e per la Sardegna, che sta mettendo in seria difficoltà gli autotrasportatori e l’intero sistema produttivo dell’Isola.

La condizione di insularità, riconosciuta dalla Costituzione, per cui i Riformatori Sardi si sono battuti con raccolte firme e ottenendo l’approvazione di delibere a supporto da parte dei consigli comunali della Sardegna, continua infatti a tradursi in uno svantaggio strutturale che ricade direttamente su imprese e cittadini. I rincari dei noli marittimi, aggravati anche dall’incidenza del sistema ETS europeo, stanno trasformando il costo del trasporto in un vero e proprio salasso, con effetti a cascata sui prezzi al consumo e sulla competitività delle aziende sarde.

I Riformatori richiamano con forza una battaglia che li vede impegnati da anni: proprio il nostro partito è stato portabandiera del riconoscimento del principio di insularità nella Costituzione, approvato nel 2022 con quattro passaggi parlamentari quasi all’unanimità. Un risultato storico che oggi deve essere tradotto in misure concrete e strutturali, soprattutto nel settore del trasporto merci, dove lo svantaggio insulare è più evidente, motivo per il quale oggi una folta delegazione oristanese del Partito si è radunata presso il porto.

Presenti, tra gli altri, il coordinatore provinciale del partito Claudio Pinna, i rappresentanti regionali Annalisa Mele e Andrea Santucciu, i Sindaci di Sedilo Salvatore Pes, di Santa Giusta Andrea Casu e il suo vice Pierpaolo Erbì, e diversi altri amministratori locali.

In questa direzione si inserisce la recente mozione presentata in consiglio regionale, che chiede il riconoscimento del trasporto merci come servizio essenziale, l’introduzione di un modello stabile di continuità territoriale per le merci e meccanismi di compensazione dei costi che tengano conto dell’incidenza dell’ETS e dei picchi stagionali. Un’impostazione ispirata anche a modelli europei già operativi, come quelli greco e corso, che dimostrano come sia possibile intervenire nel rispetto delle regole comunitarieLa battaglia, però, non può fermarsi a livello regionale. “È necessario che il tema arrivi con forza al Governo nazionale e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – hanno spiegato gli esponenti dei Riformatori -. Il ministro Matteo Salvini non può restare cieco e sordo di fronte a un problema che colpisce lavoratori, imprese e famiglie sarde. Garantire condizioni eque di trasporto significa rendere effettivo il principio di insularità e assicurare pari diritti economici ai cittadini dell’Isola”.

I Riformatori Sardi per l’Europa continueranno questa battaglia nelle istituzioni e sul territorio, affinché l’insularità non resti uno slogan, ma diventi finalmente una politica pubblica concreta.

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