
Sartiglia. Repùblica attacca: “Prefetto applica Decreto senza capire la storia. Poteri alla Regione”
“La circolare diffusa il 6 febbraio 2026 dal Prefetto di Oristano sulla Sartiglia è – denuncia il movimento politico Repùblica -, l’ennesima dimostrazione di come il potere statale continui a essere esercitato in Sardegna in modo burocratico, distante e culturalmente cieco. Un atto di poche righe, senza alcuna apertura o margine di confronto, che impone un aut aut secco: caschi e airbag oppure la Sartiglia non si svolge”.
“Non è sicurezza, è una scelta politica”. Secondo Repùblica non si tratta di una valutazione tecnica, ma di una precisa scelta politica. Con quella circolare, secondo il movimento, la Sartiglia viene ridotta a una generica manifestazione con equidi, assimilata a una corsa qualsiasi, cancellando con un atto amministrativo la sua natura di giostra rituale secolare e il suo valore simbolico e identitario per il popolo sardo.
In questo quadro, per Repùblica, non è casuale che il Prefetto continui a definire i cavalieri “fantini”. Non una semplice imprecisione, ma il segno di uno sguardo estraneo alla storia e alla cultura del territorio. “Se il cavaliere viene trasformato in un atleta anonimo, allora – osserva il movimento –, la Sartiglia può essere normalizzata, regolata, svuotata del suo significato. È così che la storia viene cancellata senza mai essere nominata”.
La sicurezza applicata in modo selettivo. Repùblica contesta anche l’uso selettivo del principio di sicurezza, invocato come valore assoluto solo quando è semplice imporlo con un atto amministrativo. Rigoroso sulla Sartiglia, improvvisamente flessibile o rinviabile in tutti quegli ambiti dove sarebbero necessarie scelte strutturali, investimenti e responsabilità politiche reali. Il movimento invita a guardare altrove per comprendere dove la sicurezza dovrebbe essere davvero una priorità: nella sanità pubblica sarda, con reparti sotto organico, pronto soccorso al collasso e tempi di attesa incompatibili con il diritto alla cura; nei luoghi di lavoro, dove si continua a morire per carenza di controlli, prevenzione e formazione; nelle scuole e negli edifici pubblici, troppo spesso insicuri e lasciati all’incuria. “In questi contesti – sottolinea Repùblica – la sicurezza diventa complessa, graduale, rinviabile. Per la Sartiglia, invece, basta una circolare”.
La proposta: “Funzioni prefettizie al Presidente della Regione”.
È per questo che Repùblica ritiene non più rinviabile una scelta politica netta: le funzioni prefettizie in Sardegna devono essere sottratte alla nomina statale e affidate al Presidente della Regione, come avviene in altri contesti autonomi, tra cui la Valle d’Aosta. Secondo il movimento, la pubblica sicurezza non può essere amministrata da figure temporanee, spesso estranee per provenienza e conoscenza del territorio, chiamate a decidere su riti, comunità e identità che non conoscono e non vivono.
Attribuire le funzioni prefettizie al Presidente della Regione significherebbe, per Repùblica, assumersi finalmente una responsabilità politica diretta, radicata e trasparente. “La Sartiglia, così come altri eventi equestri rituali, dalle àrdie in poi, non chiede privilegi né deroghe arbitrarie. Chiede rispetto e intelligenza istituzionale. Perché – conclude Repùblica -, quando si pretende di mettere il casco alla storia, non si aumenta la sicurezza: si dimostra solo di non aver compreso chi siamo”.
