Oristano. Sa Sartill’e Canna conquista tutti

È il Carnevale dei bambini per eccellenza, quello che a Oristano unisce gioco, identità e futuro. Quasi trecento piccoli cavalieri hanno invaso di allegria il quartiere di Su Brugu per l’edizione 2026 di Sa Sartill’e Canna, la giostra equestre con i cavallini di canna che ripropone, in chiave infantile, il rito della Sartiglia.

A guidare la corsa è stato “Su componidoreddu” Pietro Filippo Orrù, 7 anni, affiancato da “su secundu” Alice Muresu, 8 anni, e “su terzu” Giovanni Greggiu, 7 anni. Dopo la tradizionale vestizione, la manifestazione è entrata nel vivo con la discesa alla stella: Pietro Filippo Orrù ha infilzato il bersaglio finale con su stoccu, mentre Giovanni Greggiu ha conquistato la stella d’oro, essendo andato a segno sia con la spadina che con su stoccu.

La discesa alla stella di Su Cumpoidoreddu

Soddisfazione e orgoglio nelle parole di Giancarlo Mureddu, presidente dell’Associazione per la tutela e l’incremento dei cavallini di canna: “Quest’anno abbiamo realizzato oltre mille cavallini di canna. Nascono per il gioco e per il Carnevale, ma molti diventano veri e propri complementi d’arredo: finiscono nelle case, appesi alle pareti o conservati come ricordo di un’esperienza speciale”.

La pariglia di Su Cumpoidoreddu

Un lavoro artigianale e culturale che continua a crescere, così come l’entusiasmo attorno alla manifestazione. “Il successo di oggi – aggiunge Mureddu – ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta. Vedere così tanti bambini partecipare con gioia, famiglie coinvolte e il quartiere vivo è la nostra più grande soddisfazione. Sa Sartill’e Canna è il segno che la tradizione ha futuro”.

L’evento, organizzato con il sostegno della comunità parrocchiale di Sant’Efisio guidata da Don Alessandro, era inizialmente in programma per l’8 febbraio, ma era stato rinviato a causa del maltempo. Recuperata ieri 22 febbraio, ha chiuso ufficialmente il Carnevale di Oristano, lasciando l’immagine più autentica della festa, cioè di una tradizione che passa di mano in mano, dai grandi ai bambini, tra sorrisi, cavallini di canna e stelle centrate.

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