Quando il cavallo diventa maestro di equilibrio. La visione olistica di Lucie Bardin

C’è un modo diverso di vivere l’equitazione. Non solo sport, non solo competizione, ma relazione, ascolto e crescita personale. È la filosofia che guida il lavoro di Lucie Bardin, amazzone e istruttrice federale FEI, che ha costruito la propria attività attorno al cavallo come strumento di equilibrio e consapevolezza.

Nata a Parigi nel 1983, Bardin monta a cavallo fin da bambina. Cresciuta in una grande città, poteva trascorrere solo poche ore in campagna, ma la passione era già fortissima. Il primo incontro decisivo fu con un pony considerato “difficile”, che nessun bambino voleva montare: proprio da quella relazione complessa nacque la curiosità per i cavalli più sensibili, spesso scartati o considerati problematici.

Formazione internazionale e agonismo. Negli anni successivi il suo percorso si sviluppa tra Francia e Italia, seguendo maestri di alto livello e approfondendo il sistema naturale dell’equitazione. In Italia Bardin si forma con il campione olimpionico Mauro Checcoli e con la campionessa europea Giulia Serventi, partecipando nel tempo a competizioni nazionali e internazionali in diverse discipline equestri.

L’esperienza agonistica, però, non diventa mai un fine in sé. Fin da subito Bardin sceglie di mettere al centro il rispetto e il benessere del cavallo, convinta che qualsiasi risultato sportivo debba nascere prima di tutto da una relazione equilibrata tra cavaliere e animale.

Lucie Bardin spiega la sua attività di equi-coaching

Il cavallo prima di tutto. Per Lucie Bardin il benessere del cavallo non è un dettaglio, ma la condizione indispensabile per ottenere risultati duraturi. “L’atleta è il cavallo” – spiega spesso, sottolineando come il compito del cavaliere sia quello di permettere all’animale di esprimere al meglio le proprie capacità.

Da questa convinzione nasce un approccio che unisce tecnica e sensibilità: conoscenza della biomeccanica del cavallo, attenzione al suo stato fisico e psicologico, capacità di leggere i segnali che spesso rivelano tensioni o disagi.

L’equitazione come percorso olistico. Con il tempo la sua ricerca si amplia oltre la tecnica equestre. Bardin sviluppa un approccio olistico che integra conoscenze sul comportamento animale, empatia e comunicazione con il cavallo.

Secondo questa visione il rapporto tra cavallo e cavaliere è un vero e proprio dialogo, nel quale entrambi influenzano il comportamento dell’altro. Per questo il lavoro non riguarda soltanto l’animale, ma anche la consapevolezza e la presenza mentale di chi lo monta.

La gestione delle emozioni del cavaliere. Il cavallo è un animale estremamente sensibile e percepisce con grande precisione lo stato emotivo del cavaliere. Paura, stress o insicurezza possono riflettersi direttamente sul comportamento dell’animale e compromettere la relazione nel binomio.

Per questo Bardin ha affiancato alla formazione tecnica anche lo studio della sofrologia e del mental coaching, strumenti che aiutano i cavalieri a gestire le proprie emozioni. Attraverso esercizi di respirazione, rilassamento e concentrazione, il cavaliere impara a ritrovare calma e lucidità, creando le condizioni ideali per una comunicazione più efficace con il cavallo.

Coaching su misura per il binomio cavallo-cavaliere.

Oggi Bardin accompagna cavalieri e amazzoni con percorsi di coaching personalizzati, costruiti sulle caratteristiche specifiche del binomio. Ogni cavallo e ogni cavaliere hanno infatti sensibilità, capacità e fragilità diverse, che richiedono un lavoro mirato.

Gli incontri possono svolgersi in maneggio, durante stage o anche a distanza, e sono pensati sia per chi pratica l’equitazione a livello agonistico sia per chi desidera migliorare la relazione con il proprio cavallo e vivere lo sport in modo più consapevole.

Dall’allevamento alle nuove attività. Alla base del progetto c’è anche l’allevamento di cavalli Anglo Arabo Sardi, una delle razze più rappresentative dell’ippicoltura dell’isola. Attorno a questa attività si sviluppano oggi diverse iniziative legate al mondo equestre e alla crescita personale.

Un percorso che ha un filo conduttore preciso: il cavallo non è un mezzo per raggiungere un risultato, ma un compagno di viaggio capace di insegnare equilibrio, ascolto e fiducia reciproca.

La premiazione di Lucie Bardin ai Rural Award del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea

Lucie Bardin è tra i premiati dal Distretto Rurale “Giudicato di Arborea” durante i “Rural Award 2025”. È una delle tre realtà imprenditoriali rurali che hanno ottenuto una menzione speciale del presidente del Distretto Rurale del Giudicato di Arborea, Pietro Paolo Erbì.

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