Terralba e Uras, “Petali di musica e di mirto”. Giornata contro violenza e solitudine
Musica, cultura e comunità per contrastare la violenza e l’isolamento sociale. È questo il filo conduttore di “Petali di musica e di mirto”, l’iniziativa in programma venerdì 27 marzo 2026 tra Terralba e Uras, articolata in due momenti distinti ma profondamente collegati: la riflessione del mattino e la condivisione del pomeriggio.
La giornata si aprirà all’IIS De Castro Contini di Terralba, dalle 10.15 alle 12.15, con “Petali in musica”. Attese circa 400 persone tra studenti, anziani, volontari e corsisti delle Scuole del Popolo provenienti da diverse parti d’Italia. Una platea intergenerazionale e interregionale, con ragazzi delle scuole medie di Arborea, Mogoro, Terralba e Uras insieme agli studenti dell’istituto e a partecipanti arrivati da Roma, Prato e Livorno.
Protagonisti assoluti saranno gli studenti, impegnati da mesi nel progetto “Cassette Rosse”, che saliranno sul palco per restituire, attraverso musica, letture e narrazioni, il lavoro svolto sul tema della violenza di genere.
Un percorso costruito lontano dalla didattica tradizionale, puntando su linguaggi espressivi e partecipativi.
Momento particolarmente intenso sarà la testimonianza in videocollegamento di Elena Amato, attivista del centro antiviolenza di Prato, che racconterà la propria esperienza segnata dalla perdita della sorella, vittima di violenza. Una voce diretta che riporterà al centro il senso profondo dell’iniziativa: non un tema astratto, ma una ferita reale.
Nel corso della mattinata si celebreranno anche i 25 anni dalla nascita della Scuola di Terralba, simbolo di un impegno collettivo per rendere la cultura accessibile e radicata nel territorio. L’esperienza sarà inoltre raccolta nel libro “Ascoltare il silenzio”, destinato a scuole e biblioteche.
Nel pomeriggio, dalle 17 alle 20, ci si sposterà a Uras, nella sede della Fondazione Enrico Berlinguer, per “Petali di mirto”. Qui il focus sarà sull’accoglienza e sull’inclusione in una società sempre più segnata dall’individualismo. Un confronto aperto, anche con ospiti provenienti da fuori Sardegna, sul significato contemporaneo dell’ospitalità.
Il momento centrale sarà il laboratorio dedicato alla preparazione delle lorighittas, la tradizionale pasta intrecciata, che diventerà occasione di scambio tra generazioni e territori: dalle socie Auser agli allievi più giovani, fino ai partecipanti arrivati da altre regioni. Non solo cucina, ma costruzione concreta di comunità.
La giornata si concluderà attorno a una tavola condivisa, nel segno della tradizione sarda, con il mirto a suggellare un percorso che unisce ascolto e relazione, denuncia e prevenzione. Un’iniziativa che, per un giorno, prova a rendere visibile un modello diverso di società: più aperta, più consapevole, senza muri.

