Teatro Garau. Al via la nuova gestione, il rilancio parte dall’ascolto della città

Il Teatro Antonio Garau nel quinquennio 2026-2030 sarà gestito dal Teatro di Sardegna di Cagliari, unico Teatro delle Città (TRIC) riconosciuto dal Ministero della Cultura in Sardegna. Oggi, sul palco del Garau il Sindaco Massimiliano Sanna, il Direttore generale del Teatro di Sardegna Massimo Mancini e Ambra Floris, referente per il Teatro Garau e project manager culturale del Teatro di Sardegna, hanno illustrato il nuovo progetto di gestione.

“Il Teatro Garau è un gioiello culturale della città – ha detto il Sindaco Sanna -. Il nostro auspicio e il nostro obiettivo è che possa diventare un incubatore culturale attivo tutti i giorni. L’apertura alla città dei nuovi gestori ben si concilia con i cardini di questa amministrazione: confronto e dialogo. È un piacere vedere così tante persone oggi in teatro che propongono idee e si mettono a disposizione di un progetto culturale”.

“Va dato merito al Comune di Oristano di aver creduto in un progetto di partenariato pubblico-privato per la gestione del teatro – ha aggiunto il Direttore generale del Teatro di Sardegna, Massimo Mancini -. È uno strumento che testimonia la volontà di lavorare insieme su un progetto culturale di spessore”.

“La comunità è al centro del nostro progetto – ha aggiunto Ambra Floris, referente per il Teatro Garau e project manager culturale del Teatro di Sardegna -. Vogliamo valorizzare le realtà locali, puntare sulle associazioni, sulle arti e le lingue, e ovviamente su Antonio Garau”.

Il Sindaco Massimiliano Sanna

Il Teatro di Sardegna. Fondato nel 1973, il Teatro di Sardegna oggi è il principale polo di produzione teatrale dell’isola. Vanta oltre vent’anni di esperienza nella gestione diretta di teatri, avendo amministrato il Teatro Alfieri di Cagliari (dal 2004), il Teatro Massimo di Cagliari (2009–2021), il TEN Teatro Eliseo di Nuoro (dal 2017) e il Teatro Grazia Deledda di Paulilatino (dal 2022). Questa esperienza dimostra una capacità consolidata nella programmazione artistica e nella trasformazione dei teatri in infrastrutture culturali permanenti, con funzioni di produzione, ospitalità, formazione e relazione con le comunità. Il modello gestionale si fonda su una struttura solida, con 30 dipendenti stabili, oltre 200 artisti e tecnici coinvolti ogni anno e un volume economico di circa 3,5 milioni di euro annui. Nei diversi contesti territoriali, il Teatro di Sardegna ha saputo adattare gli spazi alle vocazioni locali: a Nuoro con il TEN come laboratorio di nuove drammaturgie e adolescenti, a Paulilatino con un centro per residenze e produzione e a Cagliari con poli multidisciplinari come NEST e TAB, e la recentissima acquisizione dell’ExMa.

Il progetto di gestione del Teatro Garau. La Giunta Sanna nei giorni scorsi ha approvato la proposta definitiva di partenariato pubblico-privato per la gestione e la valorizzazione del Teatro Garau nei prossimi cinque anni. Il progetto punta a trasformare il Garau da semplice sede di spettacoli a infrastruttura culturale permanente, capace di operare durante tutto l’anno come luogo di produzione artistica, formazione, partecipazione e sviluppo territoriale. Il teatro entrerà a far parte della rete dei luoghi gestiti dal Teatro di Sardegna, affiancando le esperienze già attive a Cagliari, Nuoro e Paulilatino.

“Con questa scelta garantiamo al Teatro Garau una prospettiva gestionale stabile e una programmazione culturale di qualità per i prossimi cinque anni – dichiara il Sindaco Massimiliano Sanna –. Dopo aver usufruito dei lavori di completamento e degli interventi di riqualificazione, il teatro è stato affidato alla gestione provvisoria della Pro loco che ringraziamo per il lavoro svolto. Oggi, per la gestione della struttura, moderna e funzionale, può contare su un progetto di valorizzazione di lungo periodo. Vogliamo che il teatro sia sempre più un punto di riferimento per la vita culturale di Oristano, aperto alla comunità, capace di attrarre pubblico e produzioni di livello e, allo stesso tempo, di valorizzare le nostre tradizioni e la figura di Antonio Garau”.

Il gestore dovrà avviare azioni che consentano di arricchire la programmazione, offrendo eventi e manifestazioni diverse (convegni ed eventi della tradizione locale) nel rispetto delle finalità prioritarie della programmazione culturale, artistica e di spettacolo. Saranno a suo carico le spese di gestione ordinaria (utenze, pulizia, custodia e assicurazione) e quelle per la manutenzione ordinaria dell’immobile, degli impianti e delle attrezzature. Il gestore dovrà inoltre concedere gratuitamente il Teatro al Comune per lo svolgimento delle iniziative istituzionali per almeno 20 serate all’anno.

Il modello si fonda su una governance guidata da un Tavolo Tecnico congiunto con l’Amministrazione Comunale e un Tavolo aperto al terzo settore. Il piano economico integra fondi ministeriali, europei e mecenatismo privato, garantendo stabilità occupazionale a regime per 4 unità lavorative annue.

“Abbiamo privilegiato una proposta capace di coniugare qualità artistica, sostenibilità gestionale e radicamento nel territorio – sottolinea l’Assessore alla Cultura Simone Prevete –. L’obiettivo è offrire una programmazione continuativa e diversificata, in grado di coinvolgere pubblici differenti, dalle scuole agli appassionati di teatro, favorendo al tempo stesso la collaborazione con le associazioni culturali e le realtà locali. Il Garau dovrà essere un luogo di produzione culturale, incontro e crescita, inserito stabilmente nei circuiti regionali e nazionali dello spettacolo”.

Garau in ascolto. Il percorso di rilancio prende avvio oggi con “Garau in ascolto: costruiamo insieme il nostro teatro”, una giornata aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni, operatori culturali, imprese, scuole e giovani del territorio, per raccogliere idee, proposte e contributi utili a costruire il futuro della struttura.

L’iniziativa rappresenta uno dei principi cardine del progetto gestionale: la coprogettazione culturale con la comunità. I contributi raccolti confluiranno nel Manifesto del nuovo Teatro Garau che accompagnerà il percorso di sviluppo della struttura e ne definirà identità, obiettivi e priorità condivise. La giornata di oggi si conclude con lo spettacolo “Mi chiamo Andrea, faccio fumetti”, scritto da Christian Poli, interpretato da Andrea Santonastaso e diretto da Nicola Bonazzi. La produzione del Teatro dell’Argine, vincitrice del Premio PalcoOff Catania e della Menzione speciale Motus Siena – Fringe Italia Off International Festival 2025, è inserita nel cartellone di “Peace Please”, la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Oristano, realizzata in collaborazione con Legacoop.

Il progetto di gestione del Teatro Garau. La proposta del Teatro di Sardegna si fonda sull’idea di un teatro aperto e partecipato, capace di dialogare stabilmente con il territorio e al tempo stesso connettersi alle reti nazionali e internazionali della produzione culturale. Il Garau viene immaginato come uno spazio vivo fino a 300 giorni all’anno, non soltanto destinato agli spettacoli, ma luogo di incontro, formazione, progettazione e crescita della comunità.

La programmazione prevede un’offerta multidisciplinare che integrerà teatro, danza, musica, spettacoli per famiglie, attività per le scuole, laboratori, residenze artistiche e iniziative rivolte ai giovani. Sarà garantita la continuità della stagione di prosa storicamente curata dal CeDAC, affiancata da produzioni nazionali e internazionali, nuovi linguaggi contemporanei e progetti dedicati alle nuove generazioni.

Uno degli elementi distintivi del progetto riguarda la valorizzazione dell’identità culturale oristanese. Attraverso il “Cantiere Garau” saranno sviluppate iniziative dedicate alla figura e all’opera di Antonio Garau, mentre rievocazioni storiche e spettacoli diffusi (sul modello di Il Giorno del Giudizio, Sa Die! e Sa Battalla) attiveranno una forte partecipazione cittadina e trasformeranno la memoria identitaria in esperienza collettiva. Le rievocazioni dedicate a Eleonora d’Arborea, con circa cento persone coinvolte, e produzioni di comunità a partire dai testi di Garau, avranno un forte impatto simbolico e civico, trasformando lo spazio urbano in scena condivisa e la storia in strumento di coesione.

La proposta attribuisce inoltre un ruolo centrale alle relazioni con il tessuto economico e produttivo locale. Il foyer del teatro sarà ripensato come uno spazio permanente di incontro e valorizzazione delle eccellenze artigianali e produttive del territorio, mentre specifiche iniziative mireranno a rafforzare le ricadute economiche delle attività culturali sul commercio, sulla ristorazione e sull’accoglienza cittadina.

Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione e alla crescita delle competenze attraverso laboratori, tirocini, percorsi educativi e attività rivolte all’infanzia e ai giovani, con l’obiettivo di costruire nuovi pubblici e nuove professionalità nel settore culturale.

La dimensione internazionale costituirà un ulteriore elemento qualificante della gestione. Grazie alle reti europee e ai progetti di cooperazione nei quali è impegnato il Teatro di Sardegna, il Garau potrà ospitare residenze artistiche, workshop e produzioni provenienti da diversi paesi, contribuendo a rafforzare il ruolo di Oristano nei circuiti culturali europei.

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