Tossilo. Loi (AVS) si oppone al passaggio sotto il CIP di Nuoro: “Serve gestione autonoma”

Con la conclusione, oggi, del commissariamento del Consorzio di Tossilo, durato diciotto anni, Alleanza Verdi e Sinistra interviene sul futuro della gestione del più grande termovalorizzatore della Sardegna, chiedendo che la fine della fase straordinaria rappresenti l’inizio di un nuovo percorso fondato sull’autonomia del territorio e sulla partecipazione delle comunità locali.

A sostenerlo èè il consigliere regionale Diego Loi, che sottolinea come le scelte sul futuro dell’impianto debbano tenere insieme sicurezza ambientale, tutela della salute, sviluppo economico e autonomia territoriale, in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico e della crisi energetica.

Secondo AVS, l’avvio dell’impianto risponde a un’esigenza concreta, considerando che le discariche del Centro-Nord Sardegna sono ormai vicine al collasso e che negli anni non sono state realizzate le alternative indicate dai territori. Tuttavia, questa necessità non può tradursi nell’accettazione di un modello gestionale privo di trasparenza o che escluda le comunità dalle decisioni. Il movimento evidenzia anche le criticità del sistema attuale, ricordando che diversi Comuni situati a pochi chilometri da Macomer sono ancora costretti a conferire i rifiuti fino a Cagliari, con costi e disagi rilevanti.

Diego Loi rilancia quindi la proposta sostenuta da anni dalle amministrazioni e dalle realtà del Marghine: utilizzare gli strumenti previsti dalla legge regionale 10 del 2008 per garantire una gestione territoriale del Consorzio, evitando l’accorpamento al Consorzio industriale provinciale di Nuoro.

“Dopo quasi vent’anni di commissariamento e di logiche accentratrici – afferma Diego Loi – non si può pensare di risolvere i problemi limitandosi a trasferire le competenze da un soggetto a un altro. Serve una governance che restituisca al territorio un ruolo centrale nelle scelte e che valorizzi le capacità amministrative ed economiche delle comunità locali”.

Secondo AVS, con l’eventuale accorpamento numerosi Comuni dell’Unione del Marghine, pur essendo direttamente interessati dagli effetti dell’impianto, rischierebbero di restare esclusi dalla governance, perdendo il controllo politico ed economico di Tossilo ma continuando a subirne le ricadute ambientali e sociali.

Per Alleanza Verdi e Sinistra, l’autonomia del Consorzio non rappresenta una rivendicazione localistica, ma uno strumento per garantire che i benefici economici ed energetici prodotti dall’impianto ricadano sul territorio, favorendo lo sviluppo delle imprese, la tutela dell’occupazione, il contrasto allo spopolamento e una riduzione dei costi energetici, assicurando al tempo stesso controlli rigorosi e maggiore trasparenza.

Per accompagnare questa transizione, AVS propone infine una nuova fase commissariale, limitata nel tempo e con obiettivi definiti, finalizzata esclusivamente alla costruzione della nuova governance. “Non chiediamo di prolungare l’incertezza – conclude Loi – ma che la fine del commissariamento coincida finalmente con l’inizio di una nuova fase per Tossilo e per tutto il Centro Sardegna”.

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