Dermatite nodulare. Primo caso del 2026 nell’oristanese

Primo caso di dermatite nodulare contagiosa del 2026 in provincia di Oristano. Il virus è stato riscontrato in un allevamento di Samugheo composto da nove bovini, dove uno degli animali ha manifestato nei giorni scorsi i sintomi tipici della malattia, tra cui la presenza di noduli duri diffusi su tutto il corpo.

Dopo la segnalazione, i veterinari del Servizio di Sanità Animale della Asl 5 sono intervenuti nell’azienda zootecnica effettuando i prelievi sull’animale sospetto, successivamente inviati all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Nella mattinata di oggi è arrivata la conferma della positività alla dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease).

Come previsto dalla normativa europea, tutti i nove bovini presenti nell’allevamento saranno abbattuti nei prossimi giorni. Contestualmente, la Regione Sardegna ha disposto l’istituzione di una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri dall’azienda di Samugheo, all’interno della quale è stata sospesa la movimentazione dei bovini.

Un elemento che emerge dall’indagine epidemiologica riguarda la vaccinazione. Il capo risultato infetto era infatti l’unico animale dell’allevamento a non essere stato vaccinato contro la malattia. Prosegue intanto la campagna vaccinale promossa dal Servizio di Sanità Animale della Asl 5, destinata a concludersi in autunno. Finora è stato immunizzato circa il 60 per cento dei 60 mila bovini presenti nell’intera provincia di Oristano.

Nel 2025 la copertura vaccinale aveva invece raggiunto il 99 per cento del patrimonio bovino provinciale. Lo scorso anno furono registrati due casi di dermatite nodulare, negli allevamenti di Cuglieri e Paulilatino.

Il direttore del Servizio di Sanità Animale della Asl 5, Enrico Vacca, rinnova l’appello agli allevatori che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale. “Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo facciano al più presto. Il vaccino rimane l’unica arma per evitare che il virus della dermatite nodulare contagiosa arrivi nelle vostre aziende” -ha dichiarato.

Vacca invita inoltre a non temere la vaccinazione: “Oltre al controllo della movimentazione degli animali e all’utilizzo di antiparassitari, la vaccinazione rappresenta la vera arma contro la diffusione del virus. Bisogna vaccinare quanti più capi possibile e il prima possibile, preferibilmente entro il mese di agosto. I vaccini contribuiscono a creare una copertura immunitaria in grado di impedire l’ingresso e la diffusione del virus negli allevamenti e gli eventuali effetti collaterali rientrano pienamente nella norma”.

Accanto alla vaccinazione, la Asl richiama l’attenzione anche sulle misure di biosicurezza. Il direttore del Servizio veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, Giuseppe Sedda, sottolinea l’importanza di mantenere elevati standard igienici nelle aziende zootecniche. “È fondamentale pulire e disinfettare accuratamente stalle, concimaie e letamai, dove proliferano gli insetti che possono trasmettere la malattia. Devono essere disinfettati anche i mezzi che trasportano animali, mangimi o latte, così come gli attrezzi da lavoro e gli indumenti utilizzati negli allevamenti. Occorre inoltre limitare al minimo l’ingresso dei visitatori e contrastare la presenza degli insetti attraverso l’impiego di prodotti larvicidi e adulticidi”.

Per supportare gli allevatori, il Servizio di Sanità Animale ha predisposto una scheda informativa dedicata alla dermatite nodulare bovina, con indicazioni per riconoscere i sintomi della malattia e sapere come comportarsi in caso di sospetto contagio. Il materiale informativo, insieme a due video realizzati dall’ufficio stampa della Asl 5, è disponibile sul sito dell’azienda sanitaria.

Per informazioni, consulenze o per segnalare eventuali casi sospetti è possibile contattare il Servizio veterinario di Sanità Animale della Asl 5 nelle sedi di Oristano, Ales e Ghilarza.

Condividi questa notizia: