West Nile. Calano del 40% le catture della Culex. E ora il tavolo tecnico-scientifico

Catture della zanzara “Culex” ridotte di circa il 40% e casi umani di West Nile scesi da 39 a 28 nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Sono i primi risultati sui quali la Provincia di Oristano costruisce la seconda fase della strategia di contrasto al virus e alla proliferazione delle zanzare, con l’attivazione di un tavolo tecnico-scientifico ad alta specializzazione che riunirà istituzioni, ricercatori e associazioni di categoria.

L’obiettivo è sviluppare nuove strategie di intervento attraverso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e azioni sempre più mirate, affrontando un problema che coinvolge la salute pubblica, la qualità della vita dei cittadini e le attività economiche del territorio.

Dopo un anno di lavoro, viene ulteriormente sviluppato il modello di intervento che mette insieme istituzioni, mondo scientifico e operatori locali. Il percorso, avviato attraverso i tavoli istituzionali in Prefettura, gli incontri con la Regione e il confronto con i diversi soggetti coinvolti, si è progressivamente arricchito delle informazioni e dei dati raccolti durante la prima fase delle attività, consentendo di individuare nuove priorità e definire ulteriori strategie operative.

In questo quadro si inserisce il lavoro portato avanti dalla Provincia per costruire una rete di collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e operatori del territorio, che oggi confluisce nel tavolo tecnico-scientifico ad alta specializzazione per la lotta alla West Nile e agli insetti nocivi.

La costituzione era stata delineata già nel mese di febbraio, sulla base delle risultanze dei tavoli svolti in Prefettura. Il nuovo organismo avrà il compito di mettere a sistema le conoscenze acquisite, approfondire le criticità e individuare le soluzioni scientifiche e operative più efficaci per contrastare la proliferazione delle zanzare nell’intero territorio provinciale.

I primi risultati: catture della Culex ridotte di circa il 40%. La seconda fase prende avvio dai risultati e dalle conoscenze acquisite durante il 2026. La prima fase della strategia provinciale è stata caratterizzata da un approccio innovativo, costruito valorizzando le professionalità interne dell’Ente e il contributo di esperti di riconosciuta esperienza, tra cui l’entomologo Claudio Venturelli.

Il lavoro è stato sviluppato in stretta collaborazione con ASL, Istituto Zooprofilattico, Comuni e altri soggetti coinvolti. Ha portato all’introduzione di nuovi strumenti di monitoraggio e intervento, al potenziamento delle attività di disinfestazione e al coinvolgimento diretto della popolazione, comprese le scuole.

I primi risultati sono particolarmente incoraggianti. Le catture della Culex pipiens, principale vettore del virus West Nile, sono passate da oltre 8.000 esemplari nel 2025 a poco meno di 5.000 nel 2026, con una riduzione di circa il 40%.

Un dato significativo, che rappresenta un segnale positivo rispetto alla presenza di questa specie e che sarà ulteriormente approfondito attraverso l’analisi scientifica dei risultati del monitoraggio.

Anche sul fronte dei contagi si registra una diminuzione: nel 2026 sono stati accertati 28 casi umani di West Nile, contro i 39 registrati nello stesso periodo del 2025.

Dati che richiedono una lettura scientifica attenta, ma che rappresentano segnali importanti e incoraggianti.

“Abbiamo lavorato sin dal nostro insediamento per cambiare il modo di affrontare questo problema, investendo sulla programmazione, sul monitoraggio e sulle competenze scientifiche – dichiarano il presidente della Provincia, Paolo Pireddu, e il consigliere delegato all’Ambiente, Andrea Grussu –. I primi risultati sono incoraggianti, ma soprattutto abbiamo acquisito elementi e informazioni che oggi ci permettono di programmare interventi ancora più efficaci. Non è il momento di abbassare la guardia, ma di utilizzare quanto abbiamo imparato per fare un ulteriore salto di qualità”.

Il consigliere delegato all’Ambiente, Andrea Grussu

“Il lavoro svolto ci ha consentito di approfondire la conoscenza del fenomeno, valutare l’efficacia degli interventi, individuare le criticità e comprendere meglio le caratteristiche delle diverse aree del territorio – spiega il consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Andrea Grussu –. Abbiamo potenziato il monitoraggio, introdotto nuovi strumenti e sviluppato una strategia di intervento più articolata. La riduzione delle catture della Culex è un segnale importante, che ci incoraggia a proseguire e perfezionare ulteriormente le attività. Sappiamo che il lavoro da fare è ancora molto, ma oggi disponiamo di informazioni preziose per intervenire in maniera sempre più precisa ed efficace”.

Un tavolo tecnico-scientifico per guidare le nuove strategie di contrasto. La Provincia ha voluto fortemente la costituzione di un tavolo tecnico-scientifico ad alta specializzazione, chiamato a sviluppare e perfezionare le strategie di contrasto alla West Nile e alla proliferazione delle diverse specie di zanzare presenti nel territorio.

Al tavolo parteciperanno i referenti di ASL, Consorzio di Bonifica, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, Assessorato regionale all’Agricoltura, Assessorato regionale del Turismo, Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Agraria, IPLA Piemonte e Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.

Il nuovo organismo lavorerà sull’intero sistema di prevenzione e contrasto: dall’analisi dei dati di monitoraggio all’individuazione dei principali focolai, dalla definizione degli interventi antilarvali alla sperimentazione di nuove tecnologie, fino al coordinamento delle azioni tra istituzioni, Comuni e operatori del territorio.

Particolare attenzione sarà dedicata al perfezionamento della strategia contro la Culex, principale responsabile della trasmissione della West Nile, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati ottenuti nel corso del 2026.

Accanto alla prevenzione sanitaria, il tavolo affronterà anche il problema delle altre specie di zanzare che, pur non rappresentando i principali vettori della West Nile, provocano forti disagi ai cittadini, ai turisti e alle attività economiche.

“Abbiamo voluto mettere insieme competenze scientifiche, sanitarie, ambientali e agricole di altissimo livello perché un problema di questa complessità richiede il contributo di tutti – sottolineano Pireddu e Grussu –. Il tavolo rappresenterà un punto di riferimento per l’intera strategia provinciale, consentendoci di affrontare le diverse criticità con un approccio coordinato e scientificamente fondato. Vogliamo che le conoscenze scientifiche, le nuove tecnologie e l’esperienza di chi opera quotidianamente sul territorio diventino parte di un’unica strategia, capace di tradursi in interventi concreti”.

Un operaio della Provincia mentre effettua la disinfestazione

La nuova sfida: trattamenti biologici nelle risaie già dal 2027. Tra le principali priorità individuate figura il contrasto alla proliferazione della Ochlerotatus caspius, specie particolarmente diffusa nelle aree risicole e costiere, che in alcune zone della provincia raggiunge concentrazioni molto elevate, provocando notevoli disagi alla popolazione, ai turisti e alle attività economiche.

Una delle sfide più importanti del tavolo sarà rendere possibile, già dalla stagione risicola 2027, l’avvio di trattamenti biologici sperimentali nelle risaie, attraverso l’impiego di tecnologie innovative.

L’obiettivo è intervenire sulle larve prima che raggiungano lo stadio adulto, riducendo la proliferazione delle zanzare attraverso trattamenti mirati, compatibili con le attività agricole e con la tutela ambientale.

Si tratta di una prospettiva particolarmente importante per la Sardegna, che richiederà un approfondito lavoro scientifico, tecnico e autorizzativo e, soprattutto, una stretta collaborazione con il mondo agricolo.

In questo percorso sarà determinante il coinvolgimento delle associazioni di categoria, che rappresentano un collegamento fondamentale con le aziende risicole e potranno contribuire sia alla definizione delle modalità di intervento sia alla loro concreta applicazione.

L’obiettivo è costruire un modello condiviso con gli operatori agricoli, capace di coniugare l’efficacia dei trattamenti con le esigenze produttive, la gestione delle acque e la salvaguardia dell’ambiente.

“Le risaie rappresentano una delle sfide più complesse, perché richiedono modalità di intervento profondamente differenti rispetto a quelle tradizionali – evidenzia il consigliere delegato Andrea Grussu –. Vogliamo verificare concretamente la possibilità di utilizzare trattamenti biologici e tecnologie innovative per intervenire direttamente nei luoghi di riproduzione delle zanzare. In questo percorso sarà fondamentale il contributo delle università, degli organismi scientifici e del Consorzio di Bonifica, ma soprattutto la collaborazione con le associazioni di categoria e con gli operatori agricoli”.

“Le associazioni di categoria avranno un ruolo fondamentale nella costruzione di questa strategia, perché senza il coinvolgimento diretto delle aziende risicole non sarebbe possibile sviluppare un sistema di intervento realmente efficace e sostenibile – proseguono Pireddu e Grussu –. Vogliamo lavorare insieme, individuando soluzioni che possano tutelare contemporaneamente le produzioni agricole, l’ambiente e la qualità della vita delle comunità. Il nostro obiettivo è creare tutte le condizioni necessarie per avviare le prime sperimentazioni già dalla prossima stagione risicola”.

La prima riunione del tavolo sarà convocata entro il mese di ottobre, con l’obiettivo di definire le priorità operative, avviare gli approfondimenti necessari e programmare le attività propedeutiche alla sperimentazione.

Il tavolo provinciale che si occupa di Febbre del Nilo

Prosegue e si rafforza il piano provinciale. Parallelamente al lavoro del tavolo tecnico-scientifico, la Provincia continuerà a portare avanti e potenziare le attività già avviate.

Proseguiranno gli interventi mirati nei luoghi di riproduzione della Culex, la collaborazione con i Comuni, l’installazione di oltre 7.000 dispenser per il trattamento antilarvale delle caditoie e le attività di prevenzione domestica, attraverso la distribuzione di prodotti ai cittadini e una comunicazione sempre più capillare.

Le nuove conoscenze scientifiche e i risultati del monitoraggio consentiranno inoltre di aggiornare progressivamente le modalità di intervento, concentrando risorse e attività nelle aree e nei periodi di maggiore criticità.

“La lotta alla West Nile e alle zanzare non può esaurirsi in una singola stagione – sottolinea il presidente Pireddu –. Il nostro territorio, per le sue caratteristiche ambientali, richiede un impegno continuo, una programmazione attenta e la capacità di utilizzare le migliori conoscenze scientifiche disponibili. È con questo approccio che abbiamo lavorato durante tutto l’anno, effettuando oltre 30.000 trattamenti antilarvali e rafforzando progressivamente gli strumenti di prevenzione e contrasto. Il nostro impegno proseguirà con la stessa intensità, perché i risultati ottenuti rappresentano un punto di partenza, non certo un traguardo”.

“Abbiamo avviato un percorso importante, ottenuto primi risultati incoraggianti e costruito le basi per fare ancora di più – conclude il consigliere delegato Andrea Grussu –. Ora vogliamo compiere un ulteriore passo avanti, con l’obiettivo di ridurre in maniera maggiore la proliferazione delle zanzare, tutelare la salute pubblica e migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle attività economiche del nostro territorio”.

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