Cabras. Via alla demolizione dell’ecomostro di Punta Pirastu

29 Novembre 2022

Sono partiti i lavori di demolizione e bonifica degli immobili abusivi che da decenni devastano la riva orientale dello stagno di Cabras, in località “Punta Pirastu”. Un progetto di lotta all’abusivismo, di bonifica ambientale dall’amianto, di recupero del paesaggio che finalmente vede la luce e che eliminerà per sempre un elemento di enorme criticità territoriale.

L’amministrazione guidata dal Sindaco Abis ha infatti dato il via all’intervento di demolizione degli ovili abusivi e di rimozione di tonnellate di cemento amianto, dopo essersi aggiudicata due finanziamenti: il primo è un contributo di 90 mila euro da parte del Ministero dell’Interno per la demolizione di opere abusive; il secondo è un finanziamento regionale di 160 mila euro per interventi di bonifica dell’amianto, per un totale disponibile pari a 250 mila euro.

Uno degli edifici da demolire

L’immobile, composto da più fabbricati, è costituito da capannoni e locali magazzino che negli anni passati erano destinati a ovile e erano utilizzati da aziende locali. La vicenda ha avuto uno sviluppo giudiziario in ordine al quale la struttura è stata  dichiarata abusiva e sono stati chiamati in causa i soggetti detentori. Da allora la struttura è in stato di abbandono e attendeva la demolizione.

“Oggi è una giornata storica, perché si chiude un capitolo critico da decenni e che si è sviluppato nelle aule dei tribunali fino alla ingiunzione all’Ente comunale di provvedere alla demolizione della struttura abusiva e al completo smaltimento dei rifiuti, in maniera particolare quelli speciali in amianto. Finalmente si pone termine a un problema di legalità e di impatto ambientale e di salute che da troppo tempo interessa questo angolo di paradiso” ha dichiarato il Sindaco Andrea Abis.

L’intervento è stato studiato nel dettaglio e prevede la rimozione di 4 mila metri cubi di volumi abusivi e  1500 metri quadri di coperture in lastre di amianto.

Soddisfatto per l’operazione il presidente dell’Associazione regionale Ex Esposti Amianto di Oristano Giampaolo Lilliu: “È un segnale importante  nei confronti dei cittadini – ha detto, recandosi sul luogo oggetto della bonifica -, siamo in una zona paesaggistica protetta e la rimozione di questo ecomostro è indispensabile per risanare completamente l’ambiente in difesa del diritto alla salute e di tutela ambientale. Mi auguro che l’amministrazione prosegua con operazioni come quella che si avvia oggi”.

Un plauso giunge anche da parte dell’Arma e del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, entrambi presenti questa mattina.

“Il nostro lavoro consiste in un costante monitoraggio e presidio del territorio, ed è molto importante poter constatare che si dà seguito al nostro lavoro attraverso interventi concreti di rimozione. Qui siamo di fronte a un’area SIC importantissima con la presenza della risorsa stagno, la quale necessità di essere sana e genuina, a tutela del consumatore finale del prodotto ittico”.

Questa mattina erano presenti anche i rappresentanti della sezione provinciale di Italia Nostra Sins Cabras, gli assessori Alessandra Pinna, Enrico Giordano, Laura Celletti e i Consiglieri Carlo Carta e Ferdinando Sechi.

L’Amministrazione Abis, relativamente alle attività di bonifica da amianto, ha agito con diversi altri interventi a tutela della salute della cittadinanza.

Tra febbraio e marzo del 2021 nel lungo stagno, da fine via Gallura alla località Sa Mestia, in zona Pauli ‘e Sali,  a seguito di un monitoraggio ambientale è stata eseguita una raccolta di rifiuti urbani e non urbani, di tipo normale e speciale, per un totale di 800 chili di rifiuto secco indifferenziato,  80 chili di plastica, 280 chili di ingombranti, 80 chili di vetro, 350 chili di ferro, 3 batterie d’auto  e 920 chili di pneumatici. Nella zona era presente da tempo anche una importante quantità di amianto, per un totale di 20.740 chili, smaltiti con un costo di 25 mila euro.

Anche in questo caso è stato risolto un problema localizzato che negli anni è stato segnalato molte volte dagli organi competenti, da cittadini e da associazione. 

Sono state diverse anche le micro bonifiche simultanee su più punti, realizzate attraverso ditte specializzate, e accorpate  al fine di ridurre i costi, che risultano più alti per singolo intervento. Tra le zone bonificate vi  è anche una discarica che era stata scoperta a San Giovanni di Sinis durante una giornata ecologica.

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