Comunali di Oristano, tutto tace. Segno di una città sempre più stanca?

12 Gennaio 2022

Covid permettendo, le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Oristano dovrebbero tenersi nel prossimo mese di Giugno. A 5 mesi dell’appuntamento con le urne, però, non soffia un alito di vento dalle parti dei partiti, compresi quelli ancora strutturati. Non si ha notizie di incontri ufficiali. Bruttissimo segnale, soprattutto se si pensa alla stesura di un programma per la città. Quale deve essere la Oristano futura? Non ci sono idee, ma, cosa anche peggiore, non c’è la voglia di mettere in piedi qualcosa di costruttivo. Eppure questo sarebbe il momento migliore, con i soldi del Pnrr che consentono di avere liquidità mai vista nell’ultimo ventennio.

Questa sonnolenza, in teoria, gioca a favore della coalizione uscente e quindi dell’attuale Sindaco, Andrea Lutzu. Ma la sua ricandidatura non è ancora stata annunciata e anche questo è un campanello d’allarme. Significa che qualcosa scricchiola nell’attuale coalizione, tra sogni di gloria di qualche vicino di banco del Sindaco e partiti che forse immaginano un qualcosa di diverso dall’alleanza che ha vinto cinque anni fa.

Nel centrodestra, la sensazione è che tutti pendano dalle labbra del Divin Solinas: si aspetta una mossa del Governatore, prima di capire come muoversi. Ai consiglieri regionali, il giochino non va tanto bene: è logorante, ma sono costretti ad aspettare, perché in ballo non ci sono solo le comunali di Oristano, ma probabilmente il loro futuro politico. E la città attende. Stanca, sempre più stanca. Come il centrosinistra, che non fornisce il minimo segnale di reazione. Anche da queste parti, si aspetta la manna dal cielo, sotto forma di qualche partito centrista smarrito. Altrimenti, la coalizione è ridotta all’osso: per molti partiti, fare una lista accettabile sarà un’impresa.

Il pessimo momento della città è segnato anche dalla mancanza di spinta civica. Non c’è traccia di volenterosi disponibili ad aggregare persone lontane da simboli di partito. Il risultato di cotanto lassismo è, per ora, l’unica certezza ad oggi, addi’ 12 Gennaio: quella brace che ardeva sotto le ceneri, 5 anni fa, è un lontano ricordo. Nel 2017, si presentarono ai nastri di partenza sei candidati a Sindaco credibili. Lo dicono i dati: tutti superarono, in coalizione o con singole liste, la fatidica soglia del 10% che ti consentiva di avere almeno un rappresentante in consiglio comunale. Andrea Lutzu, Maria Obinu, Vincenzo Pecoraro, Filippo Martinez, Anna Maria Uras e Patrizia Cadau (in rigoroso ordine di voti ottenuti) furono tutti capaci di un risultato straordinario. Beh, oggi è davvero difficile ipotizzare che succeda la stessa cosa alle prossime elezioni. Molto più realistico pensare a massimo 3 candidati, con rispettive coalizioni. Che non saranno il frutto di ragionamenti che ruotano intorno ad un programma serio per la città. Ma solo il risultato di un procedere per inerzia, dove, ancora una volta, l’ordinaria amministrazione la farà da padrone.

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