Oristano. Arresto e denuncia di due giovani Rom per i furti in appartamento

24 Settembre 2021

La Squadra Mobile di Oristano, coadiuvata dai colleghi della Questura di Livorno, ha dato esecuzione ad una misura cautelare in carcere nei confronti di una donna di etnia ROM, classe 1992, residente in Croazia, senza fissa dimora nel territorio italiano, per il reato di furto aggravato in abitazione.

Lo scorso agosto, la donna, insieme ad una complice già identificata e denunciata per lo stesso reato, aveva svaligiato un appartamento di Via Segni ad Oristano.

Le indagini effettuate dal personale della Squadra Mobile, hanno consentito di ricostruire tutti gli spostamenti delle due donne, dal momento in cui, in nave, sono arrivate nell’isola, provenienti da Livorno, sino al momento in cui sono ripartite, sempre a bordo di una nave passeggeri e sempre avendo come destinazione la città portuale toscana, dove le ricerche si sono poi concentrate.

Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda: vestite da occidentali, hanno noleggiato una Fiat 500 nuovo modello ad Olbia e poi affittato una casa vacanze nel litorale siniscolese, per potersi muovere indisturbate in tutta l’isola.

Ad Oristano, effettuati i primi sopralluoghi, le due avevano individuato uno stabile di lusso con numerosi appartamenti. Giunte in prossimità del portone d’ingresso, hanno inziato a suonare vari campanelli, per cercare di farsi aprire ed avere accesso all’area comune.

Una volta entrate nello stabile hanno individuato alcuni appartamenti da colpire. Nel primo vi era un’anziana che, diffidando, aveva notato le due sconosciute dallo spioncino del portoncino d’ingresso e per questo motivo, senza aprire la porta, aveva chiamato ed avvertito subito la figlia.

Nel frattempo le due, non avendo ricevuto risposta, hanno cercato di accedere all’appartamento mediante l’uso di una tessera di plastica e di alcuni cacciavite. Non riuscendo, tutt’altro che scoraggiate, sono salite al piano superiore, e stavolta sono entrate in un appartamento.

Dopo circa quaranta minuti e dopo aver messo a soqquadro la camera da letto, sono uscite dall’abitazione, portando con sè numerosi monili in oro. Durante la fuga, sono state però incrociate e fermate nell’androne del palazzo dalla figlia della prima potenziale vittima. La signora ha chiesto cosa stessero cercando da sua madre e le due hanno risposto che cercavano un centro dentale, che di fatto nello stabile non è presente. Immediatamente, si sono allontanate e scappate da Oristano, convinte di averla fatta franca.

Tuttavia, grazie alla minuziosa analisi di decine di ore di immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti in città, gli investigatori sono riusciti ad identificare le due donne, grazie in particolare ad alcuni frammenti di targa rilevati sulla 500 ed al successivo confronto delle immagini delle due, registrate all’ingresso del palazzo durante i sopralluoghi, con quelle conservate nelle banche dati della Polizia di Stato.

Dai successivi controlli è poi emerso che entrambe avevano a carico numerosissimi precedenti penali per reati dello stesso tipo e questo, tra le altre cose, ha fugato ogni dubbio.

La donna arrestata si trova nel carcere di Firenze.   

La Questura ribadisce il consiglio di chiudere sempre a chiave con le mandate i portoncini d’ingresso delle abitazioni; tale semplicissima accortezza evita che con l’utilizzo di una semplice tessera di plastica e due cacciavite il portoncino d’ingresso, anche se blindato, possa essere forzato.

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