Oristano. Per la prima volta in Italia dispositivo cardiaco su paziente affetto da malattia rara

28 Settembre 2022

All’ospedale San Martino di Oristano, per la prima volta in Italia, è stato eseguito un intervento d’eccezione dall’equipe della struttura complessa di cardiologia: un paziente affetto da una malattia rara, la distrofia muscolare di Becker, è stato sottoposto all’impianto di un dispositivo per la modulazione della contrattilità cardiaca.

«Si tratta del primo caso in Italia in cui questo tipo di intervento viene effettuato su un paziente che soffre di una patologia rara –spiega il direttore dell’unità operativa Francesco Dettori -. La distrofia muscolare di Becker è una malattia genetica, legata al cromosoma X, che colpisce circa 3 uomini ogni 100.000 abitanti e che ha, tra le conseguenze, la cardiomiopatia dilatativa ed il conseguente scompenso cardiaco. La sua caratteristica è quella di essere refrattario alle comuni terapie e, in questi pazienti, è quasi sempre impossibile anche il trapianto cardiaco. Ciò comporta una elevata mortalità in età giovanile».

L’impianto di questo innovativo dispositivo, tramite una particolare stimolazione cardiaca, migliora il funzionamento del cuore e rallenta la progressione della patologia. L’intervento, reso particolarmente complesso dalle condizioni del paziente, è stato eseguito dal team di aritmologia e cardiostimolazione dell’unità operativa di Cardiologia, diretto dal direttore Francesco Dettori e coadiuvato dal resto dell’equipe, i medici Giampaolo Sanna e Sara Frascaro e le infermiere Caterina Angioi e Francesca Faedda.

«Abbiamo sperimentato in maniera pionieristica l’utilizzo di tecnologie avanzate per indicazioni non usuali – aggiunge il direttore del reparto –. Il paziente, che ha superato brillantemente l’intervento, è stato preso in carico dall’ambulatorio dedicato allo scompenso cardiaco e dal laboratorio di ecocardiografia di II livello, che operano presso la stessa struttura grazie ai medici Marina Meloni, Simona Aramu, Laura Sanna, Franca Liggi, Stefania Palmas, Giuseppina Giau. Adesso l’augurio di tutti noi è che possa riprendere una vita serena».

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