Sanità oristanese al collasso. Interrogazione di Lucia Scanu (M5S) al Ministro Speranza

27 Febbraio 2021

Il grido di aiuto dei cittadini della Provincia di Oristano arriva sul tavolo del Ministro della Salute Roberto Speranza attraverso un’interrogazione parlamentare che porta la firma della deputata e portavoce del MoVimento 5 Stelle Lucia Scanu.

Nel documento la parlamentare ha messo in luce le principali criticità che affliggono pesantemente la sanità oristanese a partire dalle gravi carenze di personale a cui devono far fronte l’Ospedale San Martino, il Delogu di Ghilarza ed il Mastino di Bosa. La mancanza del personale sanitario è diventata un problema ancor più pesante da circa un anno, con l’arrivo della pandemia.

L’interrogazione alla Camera dei Deputati fa seguito alla lettera inviata nel mese di Gennaio 2021, con cui al Ministro Speranza venne chiesta un’ispezione ministeriale del nosocomio oristanese.

Al San Martino di Oristano grava un lavoro sempre più pressante a cui pochi dipendenti devono far fronte.

Nello scenario che si sta delineando, si fa strada l’ipotesi di un ridimensionamento dei reparti con il rischio della chiusura dell’intera struttura.

La situazione dettagliata di ciascun reparto è reperibile in un dossier molto ricco e altrettanto preoccupante che è stato redatto dal sindacato CIMO: il documento, in costante aggiornamento, mette in luce quanto “tutti i settori dell’ospedale risultino fortemente sotto organico e l’operatività viene garantita soltanto grazie alla perseveranza del personale rimasto che si sottopone a carichi di lavoro e responsabilità non richieste- si legge nell’interrogazione- rinunciando spesso a ferie, permessi e straordinari.”

L’ultima, in ordine di tempo, è la cupa previsione che incombe sul reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva il cui blocco a causa di immediati trasferimenti di personale, creerebbe un effetto domino sugli altri reparti decretando lo stop delle attività dell’ospedale.

“Quattro anestesisti lasceranno il reparto da mercoledì prossimo 3 marzo 2021, e da allora di quattro sale operatorie se ne utilizzerà solo una, riservata agli interventi di urgenza, con la conseguente sospensione di tutta l’attività chirurgica programmata”, spiega la portavoce del MoVimento 5 Stelle. “Non sarà più possibile garantire insieme l’attività chirurgica e il reparto di terapia intensiva e rianimazione.”

Nell’interrogazione presentata al Ministro Speranza, la deputata Lucia Scanu ricorda anche quanto sia in pericolo la vita del Pronto Soccorso e dei reparti di Cardiologia e Ginecologia. Pochi chilometri più a nord da Oristano, all’Ospedale Delogu di Ghilarza i reparti di Medicina e Chirurgia sono da tempo in grave difficoltà e il Laboratorio analisi è del tutto sprovvisto di medici, mentre la Radiologia non effettua esami diagnostici con l’utilizzo del mezzo di contrasto perché manca la figura del rianimatore.

Non vi sono rianimatori nell’Ospedale Mastino di Bosa, dove, tra l’altro, il servizio di Pronto soccorso è garantito dai chirurghi.

“Appare del tutto evidente – spiega la parlamentare Lucia Scanu– che la legge regionale 11 settembre 2020, n. 24 che ha previsto la sostituzione dell’ATS con l’Azienda regionale della salute (ARES) e il sostanziale ritorno al sistema delle otto ASL, ha tradito le aspettative di un miglioramento della adeguatezza dei servizi sanitari e socio-sanitari. Sono quindi stati completamente disattesi gli obiettivi propalati dalle istituzioni regionali per sanare la situazione. Nonostante l’annunciata riapertura di tutti i bandi non sono chiare le tempistiche delle assunzioni ed i concorsi in fase di espletamento riguardano solo alcuni reparti ospedalieri. Auspico- conclude la deputata del MoVimento 5 Stelle– che il Ministro della Salute adotti le misure necessarie per consentire un livello adeguato di personale ed impedire la chiusura dei presidi sanitari dell’oristanese“.

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