Taglio sede Inps Oristano. Allarme dei sindacati

19 Maggio 2022

CGIL CISL e Uil di Oristano sono fortemente preoccupate per le condizioni prospettate dalla riforma dell’INPS, che non prevede il reintegro del personale cessato, ma addirittura possibili ridimensionamenti delle attuali sedi presenti nell’intero territorio Regionale.

E’ evidente che per la provincia di Oristano, che si trova all’interno di una grave spirale di declino demografico, sarebbe il colpo di grazia verso una lenta ed inesorabile estinzione.

“Pare che la pandemia non ci abbia insegnato nulla – scrivono le sigle sindacali-. Il territorio va messo al centro delle politiche di intervento strategico; discorso che non deve valere solo per la sanità, ma anche per gli importanti presidi istituzionali ed amministrativi dello Stato come l’INPS che rappresenta, in questo territorio, il più importante datore di lavoro con 55 mila pensionati a vario titolo, in una popolazione di poco superiore ai 150 mila residenti”.

Le politiche portate avanti in questi ultimi anni di accentramento dei servizi e delle funzioni hanno creato in Sardegna forti diseguaglianze tra ambiti territoriali, penalizzando in maniera pesante il territorio oristanese.

“Riteniamo che sia assolutamente necessario dare sempre più vigore ad un modello istituzionale che valorizzi sempre più il principio di sussidiarietà, non attraverso un semplice decentramento, ma con un trasferimento di funzioni, competenze e risorse attraverso una maggiore valorizzazione degli enti intermedi. Per queste ragioni siamo determinati come CGIL, CISL e UIL a difendere la presenza dell’INPS ed il suo necessario rafforzamento a garanzia della stessa sopravvivenza della provincia.

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