Tamponi rapidi. Lucia Scanu: “Ministero autorizzi anche le parafarmacie”

14 Gennaio 2022

Il dilagare della variante Omicron del Covid 19 sta portando molti cittadini a dover effettuare i tamponi antigenici con sempre più frequenza. In Italia solo le farmacie sono autorizzate ad effettuare questi test mentre le parafarmacie restano tagliate fuori.

In una situazione come quella attuale, in cui il numero di tamponi processati ogni giorno supera le centinaia di migliaia, il supporto delle parafarmacie sarebbe di grande aiuto al programma di tracciamento. Infatti, nelle parafarmacie, ove in queste c’è un laureato in farmacia, si potrebbero applicare gli stessi protocolli delle farmacie.

“Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Salute Roberto Speranza, affinché si conoscano quali urgenti iniziative intenda adottare per autorizzare le parafarmacie alla erogazione del servizio di effettuazione dei tamponi rapidi antigenici ed il rilascio del relativo green pass”, spiega la parlamentare alla Camera dei Deputati Lucia Scanu.

La deputata Lucia Scanu

Si evidenzia che non tutte le farmacie effettuano i test e accade che i Comuni medio piccoli abbiano a disposizione una sola farmacia che li esegue con inevitabili lunghe file e persone che non riescono ad accedere al servizio.

In tutta Italia i farmacisti titolari di parafarmacie lamentano l’impossibilità di effettuare i tamponi antigenici, attività riservata solo alle farmacie, si tratta della negazione del diritto di esercizio della professione che sta creando disagi e ritardi ingiustificabili, disagi che si risolverebbero con il coinvolgimento delle parafarmacie.

Secondo il Movimento nazionale liberi farmacisti è il Ministro della Salute che dovrebbe farsi carico di questa situazione, intervenendo direttamente ed assumendosi in prima persona la responsabilità di risolvere una situazione ormai insostenibile, già a partire dalla legge di Bilancio 2020 le parafarmacie hanno chiesto al Governo questa possibilità, in alcune casi si è provvisoriamente avviata grazie ad una convenzione a livello regionale: un modello virtuoso che purtroppo è stato presto interrotto dai ricorsi amministrativi condotti da Federfarma. In questo momento la burocrazia sta pregiudicando l’operatività delle parafarmacie che potrebbero contribuire invece a rendere un servizio fondamentale.

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