Carne bovina sarda. Proposta di legge per rafforzare la filiera e puntare all’IGP

Valorizzare la carne bovina sarda, rafforzare l’integrazione della filiera e trattenere nell’Isola una quota maggiore di valore aggiunto. È questo l’obiettivo della proposta di legge n. 164 depositata dai consiglieri regionali di Orizzonte Comune, primo firmatario Salvatore Cau, discussa oggi in V Commissione Attività produttive del Consiglio regionale.

Il testo, presentato il 2 dicembre 2025, punta a rendere più competitivo il comparto bovino da carne in Sardegna, anche alla luce delle recenti criticità legate all’emergenza sanitaria provocata dai focolai di dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease). La proposta è stata esaminata insieme a un altro disegno di legge sullo stesso tema, presentato dalla minoranza, con l’obiettivo condiviso di arrivare a un testo unificato.

La relazione che accompagna il provvedimento sottolinea il peso economico del settore, che rappresenta circa il 7,5 per cento della produzione agricola e zootecnica regionale, ma evidenzia al tempo stesso le fragilità strutturali della filiera. Alla forte diffusione degli allevamenti estensivi non corrisponde, infatti, un’adeguata presenza di centri di ingrasso e di trasformazione. I dati del 2024 fotografano una situazione in cui oltre 92 mila capi sono stati movimentati all’interno della Sardegna, mentre quasi 32 mila sono stati trasferiti verso il continente, spesso come vitelli giovani destinati all’ingrasso fuori dall’Isola, con una conseguente perdita di reddito per il territorio.

La proposta di legge interviene con un approccio organico di filiera, sostenendo sia i modelli di allevamento a basso impatto ambientale – basati sul pascolamento e sulle produzioni “grass fed” – sia il rafforzamento delle fasi di ingrasso e trasformazione in Sardegna. L’obiettivo è aumentare il valore aggiunto delle produzioni locali e creare nuove opportunità economiche, soprattutto nelle aree interne, favorendo una maggiore integrazione tra allevatori, agricoltori, macellatori, punti vendita e ristorazione.

Un capitolo centrale riguarda la qualificazione della produzione e la tutela del consumatore, attraverso sistemi di tracciabilità ed etichettatura facoltativa che consentano di identificare chiaramente le carni bovine sarde, provenienti da animali nati, allevati e macellati nell’Isola. In questo quadro si inserisce anche il percorso verso il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta per le carni bovine sarde, considerato uno strumento strategico per rafforzare il posizionamento del prodotto sui mercati.

“L’obiettivo è, da una parte, valorizzare il comparto della carne bovina allevata in maniera estensiva in Sardegna; dall’altra, creare connessioni tra il mondo della ricerca scientifica e tutte le fasi della filiera che vogliamo rafforzare, dall’agricoltore all’allevatore, dall’ingrassatore al macellaio fino al ristoratore” – spiega il consigliere regionale Salvatore Cau.

“Vogliamo istituire un contrassegno di identificazione delle carni bovine sarde e accompagnarlo con una campagna di informazione e comunicazione rivolta prima ai consumatori sardi e poi ai mercati esterni. In prospettiva, questa legge pone le basi anche per l’avvio del percorso verso l’IGP delle carni bovine sarde”.

Il provvedimento prevede inoltre interventi a sostegno degli investimenti delle imprese, dalla dotazione di macchinari e strutture alla produzione di foraggi e alimenti vegetali destinati all’ingrasso, oltre a iniziative di promozione e valorizzazione del prodotto. Ampio spazio è riservato anche alla formazione e all’aggiornamento professionale degli operatori del settore, con il coinvolgimento delle Agenzie regionali, delle Università e dei centri di ricerca, nonché ad attività di studio e sperimentazione orientate all’innovazione, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

“Il testo della legge è stato discusso oggi in V Commissione, parallelamente a una proposta della minoranza – aggiunge Cau -. L’obiettivo è arrivare a un testo unificato che possa davvero valorizzare la filiera della carne bovina in Sardegna”.

Sul piano finanziario, la proposta di legge n. 164 quantifica gli oneri complessivi in 6,5 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, risorse destinate a sostenere un comparto considerato strategico per l’economia agricola e zootecnica dell’Isola.

Condividi questa notizia: