Cormorani. Cambia il calcolo degli indennizzi, ma i pescatori restano scontenti

I pescatori non nascondono la loro insoddisfazione: la Regione interviene sugli indennizzi per i danni provocati dai cormorani, ma resta ancora irrisolta la questione dell’abbattimento controllato della specie, ritenuto dal comparto uno degli strumenti indispensabili per limitare le perdite negli stagni.

La Giunta regionale della Sardegna ha infatti aggiornato le modalità di censimento delle popolazioni di cormorano, base tecnica per il calcolo degli indennizzi destinati alle imprese della pesca e dell’acquacoltura lagunare.

La delibera, proposta dall’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi di concerto con l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus, modifica il metodo adottato nel 2015 introducendo nuove fasce orarie di rilevazione dell’attività di predazione della specie.

Invece delle cinque finestre giornaliere previste in passato, i rilievi saranno effettuati in tre momenti della mattina – alle 8, alle 10 e alle 12 – ritenuti più rappresentativi dell’effettiva attività di pesca dei cormorani durante il periodo invernale. Il nuovo sistema dovrebbe consentire una stima più aderente alla realtà della presenza degli uccelli negli stagni e quindi un calcolo più preciso dei danni economici.

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Per i pescatori, però, si tratta solo di un primo passo. Anche con il nuovo metodo, spiegano dal comparto, gli indennizzi continuano a coprire solo una parte delle perdite di pescato, mentre resta aperto il nodo delle misure di contenimento della specie. La Regione, intanto, ha previsto uno stanziamento di 70 mila euro l’anno per il biennio 2026-2027 per uno studio affidato alle università sarde, che dovrà migliorare ulteriormente il monitoraggio del fenomeno.

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