Crocieristica 2026. Si prevede stagione record nei porti sardi, ma Oristano ai margini
Su quasi 300 approdi previsti nei porti del sistema Sardegna per la stagione crocieristica 2026, solo uno interesserà Oristano. Un dato che balza immediatamente all’attenzione e che ridimensiona il ruolo dello scalo oristanese all’interno di un comparto in forte crescita a livello regionale. L’unica toccata è programmata per il 1° novembre, quando farà scalo una nave della Oceanus Voyages.
Un divario netto rispetto agli altri porti dell’Isola, che invece beneficiano di un calendario fitto e in espansione. Complessivamente sono 298 le navi attualmente previste, con 35 compagnie coinvolte e una proiezione di oltre 800 mila crocieristi in transito. Numeri che certificano una stagione da record per il sistema portuale sardo.
Entra intanto nel vivo la stagione con lo scalo odierno della nave Clio ad Arbatax, che segue i sei approdi già registrati da inizio anno a Cagliari. Il porto ogliastrino accoglie così la prima nave del segmento lusso, con passeggeri prevalentemente statunitensi.
Ad accogliere comandante e ospiti, i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, guidati dal presidente Domenico Bagalà, affiancato dal segretario generale Alessandro Becce e dalla responsabile marketing Valeria Mangiarotti.
Tra le novità della stagione, l’ingresso di nuove compagnie e nuove rotte, come quelle della Vidanta Cruise Line, della Corazul Cruceros e della Viking Cruise Line, che rafforzano ulteriormente l’attrattività degli scali principali come Cagliari, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres.
Significativo anche il numero delle maiden calls (primi approdi), ben 15 solo su Cagliari, con navi di primo piano come Disney Dream, Ambition, World Traveller e Allura. Una crescita che si accompagna a una progressiva destagionalizzazione: rispetto al 2025, infatti, nei porti di Cagliari, Olbia e Arbatax il calendario interesserà anche il mese di dicembre.
Uno sviluppo favorito anche dal crescente interesse per il turismo crocieristico culturale e di lusso, sempre più orientato verso esperienze nell’entroterra. Un segmento che, almeno sulla carta, potrebbe rappresentare un’opportunità anche per territori come Oristano, oggi però ancora ai margini delle principali rotte.
“Il 2026 si preannuncia come una stagione record – ha dichiarato il presidente Bagalà – con numeri destinati a crescere ulteriormente anche grazie alle attività di promozione internazionale. Il nostro sistema portuale si conferma una destinazione solida e sempre più attrattiva nel Mediterraneo”.

