Fondazione Oristano. Entro il 30 Settembre il nuovo statuto. Ma nasce un’idea diversa…
Il termine che ha dettato l’Anac è perentorio: entro il 30 Settembre, la Fondazione Oristano deve diventare società in house, se vuole continuare a gestire gli attuali servizi, come quelli museali per esempio. Cosa comporti la modifica all’attuale statuto, lo ha spiegato il segretario generale Giovanni Basolu alle commissioni consiliari alle partecipate e al bilancio, riunite oggi: “Le società in house sono rigidamente normate, perche’ hanno nei loro diritti il trasferimento diretto dei servizi, anche se oggi serve un’attenta valutazione di mercato, per stabilire se convenga o meno la gestione diretta”. Il codice dei contratti pubblici stabilisce però che non può esserci partecipazione diretta di soggetti privati negli organismi dirigenti. Per dirlo in altre parole, i gremi non possono rimanere nel consiglio di amministrazione. La riformulazione dello statuto quindi prevede che esista un unico socio fondatore, che è il Comune. Al suo fianco, soci sostenitori e soci partecipanti, come sarebbero i gremi di San Giovanni e San Giuseppe. A loro rimane riconosciuto il ruolo di depositari dell’organizzazione della Sartiglia, ma dentro un comitato”.
Le altre modifiche riguardano l’organismo dirigente: il cda sarà formato da cinque persone e sparisce il comitato di presidenza. Poi sara’ importante il controllo analogo: ci deve essere un controllo preventivo, in itinere e consuntivo su ogni singolo atto della gestione.

Alla riunione delle commissioni è intervenuto anche il Sindaco Massimiliano Sanna: “Nel 2019 era nata l’esigenza di una regia unica sulla gestione di tutti i beni culturali della città, immateriali come la Sartiglia e materiali come museo e pinacoteca. In più abbiamo inserito anche il settore turistico. In questi anni, il lavoro della Fondazione è stato importante, abbiamo avuto una crescita rilevante delle iniziative culturali. Ritengo il ruolo della Fondazione fondamentale, per realizzare tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi tre anni. Aggiungo che coi presidenti dei gremi c’è intesa totale, perché le loro prerogative non vengono toccate”.
Sul cda, il Sindaco ha chiarito che tre membri sono nominati dal Sindaco, che decide anche chi sarà il presidente, mentre gli altri due sono appannaggio dei soci sostenitori: “Oggi c’è la camera di commercio e siccome la norma ci impone che siano enti pubblici, vogliamo chiedere anche a Provincia o Regione”.
Nel dibattito è intervenuto anche Umberto Marcoli (Oristano Più): “Serve un comitato scientifico, fatto di figure di grande professionalità, che ci diano lustro e capacità di indirizzo”.
A seguire, Giuliano Uras, che ha introdotto una nuova ipotesi: “Lo scopo con cui nacque la Fondazione era quello di aiutare, sopratutto in termini di sicurezza, a organizzare la Sartiglia. E poi quello della promozione della città, facendo leva su una manifestazione già collaudata. Oggi mi pare che si voglia fare la modifica della terza modifica dello statuto. Il problema è che se vogliamo fare promozione di tutto il patrimonio culturale della città, questo statuto è monco, perché mancano importanti presidi, come il teatro o il foro boario. Allora penso che non dobbiamo avere fretta e lancio una nuova ipotesi: lasciamo viaggiare la Sartiglia per i fatti suoi, mentre per la gestione e promozione del patrimonio culturale va bene questa Fondazione”. In altre parole, si fa strada l’idea (che piace anche all’opposizione) di separare le due entità: da una parte la Fondazione Oristano, dall’altra un nuovo organismo che si occupi esclusivamente di Sartiglia e che dia ai gremi la giusta importanza.

