Laguna di S’Ena Arrubia in ginocchio. Pesca ferma da 12 giorni

È una situazione che ha i contorni dell’emergenza idraulica, quella che sta interessando la laguna di S’Ena Arrubia. Da dodici giorni la pesca è completamente sospesa. Un fermo forzato che pesa come un macigno sulle famiglie che vivono di laguna e che racconta la fragilità di un sistema sotto pressione continua.

A comunicarlo è la Società Cooperativa Pescatori Sant’Andrea, concessionaria del compendio lagunare, che segnala come le eccezionali precipitazioni delle ultime settimane abbiano determinato un afflusso massiccio di acqua proveniente sia dalle dighe sia dalla piana del terralbese.

Il risultato è un innalzamento costante dei livelli idrici, ormai stabilmente in soglia di guardia.

Il canale scolmatore si è attivato oltre sette volte nelle ultime settimane, a dimostrare la straordinarietà della situazione e la tensione a cui è sottoposto l’intero sistema. Di fatto, la laguna sta funzionando come bacino di compensazione di un sistema idraulico più ampio, con conseguenze evidenti sia sull’equilibrio ambientale che sulle attività produttive.

Il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente. Nei prossimi giorni sono attesi forti venti di maestrale associati ad alta marea, una combinazione che rischia di compromettere nuovamente la viabilità della Strada Provinciale 49 e di spingere i livelli oltre i limiti di sicurezza.

La tenuta attuale del sistema – viene riconosciuto – è stata possibile grazie agli interventi di pulizia e manutenzione eseguiti dal Comune di Arborea sul canale dello scolmatore e dal Consorzio di Bonifica sulla rete dei canali. Senza queste azioni tempestive, la situazione sarebbe già degenerata. Ma il margine resta sottilissimo.

Intanto, mentre i pescatori sono costretti allo stop, in laguna l’unica attività che non si ferma è quella dei cormorani. Con l’acqua alta e il pescato concentrato, la predazione diventa ancora più intensa, aggravando una criticità strutturale che da anni colpisce tutti i compendi lagunari della Sardegna.

La cooperativa attende ora risposte concrete dagli assessorati regionali all’Ambiente e all’Agricoltura. Servono misure operative e interventi strutturali capaci di garantire sostenibilità economica al settore e sicurezza idraulica al territorio.

La sospensione della pesca non è solo un fermo produttivo temporaneo. È il segnale di un sistema territoriale vulnerabile, che richiede pianificazione, investimenti e decisioni chiare. Nel frattempo, il monitoraggio dei livelli idrici prosegue costantemente, mentre cresce la richiesta di un confronto istituzionale urgente per tutelare la sicurezza del territorio, la viabilità, l’equilibrio ambientale della laguna e il lavoro di intere generazioni di pescatori.

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