Maltempo danneggia il pistino del Sinis-Nurra. L’Atletica Oristano chiede intervento definitivo

Vento e pioggia intensi hanno provocato nuovi danni al pistino di atletica coperto, all’interno del campo comunale Sinis-Nurra di Oristano, riportando sotto i riflettori una vicenda che da anni accompagna, senza mai risolversi del tutto, la principale struttura cittadina dedicata all’atletica leggera.

A segnalare l’accaduto sono i dirigenti dell’Atletica Oristano, che parlano di “ennesimo colpo a un impianto che fatica a decollare definitivamente”. Il maltempo degli ultimi giorni ha messo in evidenza fragilità strutturali che, secondo la società sportiva, richiedono ormai un intervento risolutivo da parte del Comune, capace di andare oltre le soluzioni tampone adottate finora.

Quella del campo Sinis-Nurra è una storia annosa. Nel tempo l’amministrazione comunale ha investito risorse importanti per la riqualificazione dell’impianto, ma i lavori non sono mai stati portati completamente a termine. In particolare, manca ancora il collaudo finale, passaggio decisivo per rendere la struttura pienamente operativa e idonea ad ospitare manifestazioni di livello regionale e nazionale.

Il pistino scoperchiato dal maltempo

Una situazione che, secondo l’Atletica Oristano, rappresenta l’emblema di come la burocrazia e i ritardi amministrativi possano finire per ostacolare la pratica sportiva, scoraggiando soprattutto i più giovani dall’avvicinarsi all’atletica leggera. Una disciplina che, proprio a Oristano, ha una tradizione importante e ha cresciuto autentici fuoriclasse.

L’ultimo esempio è Lorenzo Patta, campione olimpico nella staffetta 4×100 a Tokyo e specialista dei 100 e 200 metri, simbolo di un movimento che, nonostante le difficoltà strutturali, continua a produrre eccellenze. “Un patrimonio sportivo che – sottolineano dalla società -, meriterebbe impianti adeguati e funzionali, capaci di garantire continuità, sicurezza e prospettive di crescita.

L’auspicio è che i nuovi danni possano accelerare una presa di posizione definitiva, mettendo fine a una lunga fase di incompiutezza e restituendo alla città un impianto all’altezza della sua storia sportiva.

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