Mondo della pesca in agitazione per i cormorani. Manifestazione il 31 ottobre a Cagliari
Le imprese di pesca della Sardegna sono allo stremo. Venerdì 31 ottobre i gestori dei compendi ittici dell’isola scenderanno in piazza a Cagliari, davanti all’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, per denunciare una situazione ormai insostenibile: gli stagni sardi sono letteralmente invasi dai cormorani, con danni stimati in oltre 6 milioni di euro ogni anno.
Secondo le associazioni di categoria — Legacoop, AGCI, Confcooperative e Armatori M/P Sardi — l’invasione di questi uccelli, specie protetta a livello comunitario, si ripete puntualmente tra ottobre e marzo, con una presenza che quest’anno sfiora i 15 mila esemplari. Ognuno di loro consuma mediamente 350 grammi di pesce al giorno, ma le stime reali potrebbero essere ancora più alte.
Tradotto in cifre, significa che in pochi mesi i cormorani distruggono quasi un milione di chili di pesce, compromettendo gravemente la sopravvivenza economica delle cooperative e delle imprese che gestiscono le lagune sarde. A questo si aggiungono i danni indiretti, come la predazione dei giovanili, che compromette anche le future stagioni di pesca.
Le associazioni lamentano inoltre un sistema di conteggio inadeguato adottato dall’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente, che — secondo loro — sottostimerebbe drasticamente la reale presenza dei cormorani, riducendo di cinque volte i dati effettivi.
“Si arriva al paradosso – denunciano – che nei dormitori vengono censiti 10 o 15 mila uccelli, ma nei compendi ittici, dove si alimentano ogni giorno, ne risultano solo 2 o 3 mila”.
Da tempo le organizzazioni chiedono una revisione urgente del metodo di rilevazione e l’introduzione di un regime transitorio di compensazione dei danni, ma nonostante le interlocuzioni, nulla è cambiato. “Nel frattempo – concludono – i cormorani aumentano e le imprese muoiono”.
La manifestazione del 31 ottobre a Cagliari sarà quindi un segnale forte di protesta da parte di un intero settore, che chiede risposte immediate e strumenti efficaci per salvare la pesca sarda.

