Nessun pediatra nel terralbese. Cera chiede incontro urgente

“A seguito del recente trasferimento dal territorio del Terralbese del medico pediatra di base – dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Emanuele Cera – si è venuta a creare una situazione di forte disagio per il considerevole numero di bambini che risulta privo di assistenza basilare, in un periodo, fra l’altro, piuttosto delicato, considerato l’approssimarsi della riapertura delle scuole e, tra l’altro, la situazione legata alla pandemia non ancora definitivamente risolta. Per questo motivo ho ritenuto necessario inviare una nota al Dottor Angelo Maria Serusi Direttore Generale ASL 5 Oristano, al Sindaco di Ales nonché Presidente Distretto socio-sanitario di Ales-Terralba Francesco Mereu e al Dottor Andrea Floris Direttore Distretto socio-sanitario di Ales-Terralba, per rappresentare – prosegue il consigliere regionale azzurro – la grave emergenza in atto”.

“Nella missiva – continua il consigliere Emanuele Cera – ho proposto la convocazione di un incontro con i Sindaci ed i dirigenti provinciali e del distretto Socio-Sanitario, possibilmente presso il comune di Terralba, finalizzato ad un confronto proficuo teso ad analizzare ed affrontare e risolvere tutta una serie di esigenze di carattere sanitario che interessano il territorio e in primis nell’immediato quella relativa alla assistenza dei piccoli pazienti del territorio. Questa urgenza tra l’altro potrebbe essere immediatamente risolta, grazie alla disponibilità resa da due medici pediatri in servizio, i quali si sono resi disponibili ad accogliere momentaneamente nuovi piccoli pazienti, anche oltre i limiti dei massimali consentiti, al fine di garantire l’assistenza e tamponare la situazione di emergenza. Ritengo al tempo stesso – conclude il Consigliere Emanuele Cera – assolutamente giustificato il forte disagio rappresentato dai genitori dei piccoli pazienti e le preoccupazioni manifestate dai Sindaci del Terralbese. Preoccupazioni a cui necessariamente devono essere date risposte concrete, tempestive e favorevoli alle famiglie, nelle more di una soluzione definitiva che vedrebbe la sostituzione del posto resosi vacante e appianare il disagio e il malessere espresso dai cittadini residenti, giustamente preoccupati”.

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