Oristano. Deroga per i dehors, Uras: “Una porcata”

Il Consiglio comunale di Oristano, con 13 voti a favore (la minoranza non ha partecipato al voto) ha approvato le modifiche al Regolamento comunale per l’installazione dei dehors. L’Assessore alle attività produttive Valentina de Seneen ha illustrato in aula la proposta di variazione agli articoli 6 e 7: “La proposta di modifica nasce da una prima e attenta applicazione del testo approvato nel settembre del 2025 in seguito alla quale sono emerse chiare necessità di flessibilità e differenziazione sia da parte dei nostri operatori economici che da parte dei cittadini in un contesto a forte vocazione turistica come il nostro territorio. Con questa modifica rispondiamo contemporaneamente a due esigenze pervenute della nostra comunità: quella dei cittadini oramai abituati ad usufruire di un servizio gradito quale quello della ristorazione e consumo all’aperto e quello degli esercenti, i quali potendo usufruire di maggiori metrature nei mesi primaverili ed estivi, possono massimizzare i guadagni con ricadute economiche e occupazionali positive sul territorio. Tutto questo però nel rigoroso rispetto delle norme aventi ad oggetto la sicurezza, il transito dei mezzi di soccorso e della libertà di movimento dei pedoni, garantendo sempre le distanze necessarie per il passaggio delle persone con disabilità”.

“La ratio alla base della modifica è quella di sostenere lo sviluppo economico e occupazionale della comunità nonché favorire la riqualificazione urbana – ha proseguito l’Assessore de Seneen -. Lo facciamo portando avanti il metodo che è stato adottato fin dall’inizio dell’esame del regolamento ovverossia l’ascolto e la concertazione. Già nel 2024 le associazioni di categoria sono state coinvolte nella stesura del testo originario approvato dal consiglio comunale nel settembre 2025. Quel dialogo non si è mai interrotto. Il metodo dell’ascolto e confronto è proseguito anche successivamente all’approvazione del testo nel momento della sua applicazione tanto che, emerse esigenze di modifica da parte degli operatori commerciali, con gli stessi si è aperto un proficuo dialogo. Questo testo è, infatti, il frutto di un fitto e proficuo confronto con gli esercenti testo nonché il risultato di un tavolo di lavoro serrato con Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Adiconsum che hanno espresso un parere totalmente favorevole”.

L’Assessore ha quindi illustrato le modifiche che puntano a superare il vecchio limite rigido dei 30 metri quadri complessivi introducendo un criterio proporzionale ed equo legato alla superficie interna dei locali che vale per tutto l’anno solare

– Per i locali fino a 20 mq: la concessione standard sarà pari alla superficie interna di vendita/somministrazione, fino a un limite massimo di 20 mq.

– Per i locali da 20 a 35 mq: la concessione standard si estenderà fino ad un massino di 35 mq.

– Per le strutture sopra i 35 mq: la concessione standard arriverà fino a un massimo di 40 mq.

“La vera novità, pensata per sostenere l’economia locale, consiste nell’incremento stagionale della metratura concedibile – ha aggiunto l’Assessore -. Nel periodo di massimo afflusso turistico, dal 1° aprile al 31 ottobre, è previsto un ampliamento straordinario pari a 15 metri quadri in più per le attività di dimensioni fino a 20 mq e di 10 metri quadri in più per le medie e grandi strutture, dedicato al posizionamento di tavoli, sedie, ombrelloni e tende. Inoltre, interveniamo sull’articolo 7 incentivando il decoro e l’abbellimento della città anche ad opera degli esercenti ed a tal fine è consentita un’occupazione aggiuntiva di 40 centimetri di profondità oltre il perimetro del dehors, esclusivamente per il posizionamento di fioriere. Sarà un modo per abbellire e separare in sicurezza gli spazi di socialità dal contesto viario. Rimangono confermate tutte le tutele dell’articolo 5 sul rispetto dei passaggi pedonali e del Codice della Strada”.

Il dibattito in aula è stato introdotto da Gianmichele Guiso (Presidente della Commissione Attività produttive): “Questa modifica arriva dall’ascolto e dalla volontà di questa amministrazione di ricevere le istanze che gli vengono proposte. Si tratta di modifiche che non violano i principi fondamentali di questo regolamento, ben enunciati nell’articolo 5 che salvaguarda la possibilità del di lasciare liberi gli spazi nei marciapiedi, quelli riservati ai disabili e ad altre attività”.

Maria Obinu (Alternativa sarda progressisti per Oristano): “A settembre del 2025, poco più di 9 mesi fa, questo regolamento fu difeso e approvato in quest’aula, sostenendo che quelle regole rigide, severe, tassative sarebbero state la panacea di tutti i mali. Oggi, a distanza di pochi mesi, la realtà vi ha bussato alla porta smentendo quella narrazione idilliaca. Se tutto andava davvero così bene, se i commercianti e gli operatori erano così contenti, perché oggi siamo qui a smantellare proprio il cuore di quel regolamento? Assistiamo a una retromarcia clamorosa con maglie che si allargano vistosamente: si deregolamenta ciò che prima era sacro, dimostrando che quel regolamento nato sotto il segno dell’intransigenza era semplicemente inapplicabile”.

Fulvio Deriu (Presidente della Commissione urbanistica) entrando nel merito del regolamento ha puntualizzato che “i Dehor di tipo 2 non sono contenuti nel quaderno degli interventi del Piano Particolarizzato del Centro Storico e quindi non potevano essere autorizzati. Tutti quelli che sono realizzati sono totalmente difformi dagli schemi del Piano Particolarizzato del Centro Storico. A differenza dell’altra volta, questa modifica va a garantire la tutela prospettica di tutti gli edifici. Inoltre, è stata meglio chiarito e specificato il rispetto e la distanza da manufatti, installazioni, panchine, tendaggi. La concessione del nulla osta diventa una tutela per chi uscendo di casa o dal proprio ufficio si ritrova i tavolini davanti. È chiaro che quei tavolini non potranno essere più installati se non per il tramite di un’autorizzazione dell’avente diritto”.

Carla della Volpe (PD): “Il regolamento Dehor è stato approvato a settembre del 2025. Riteniamo corretto e necessario dotarci di un regolamento che disciplini le condizioni per l’occupazione del suolo pubblico, con l’obiettivo di dare uniformità e ordine alla città, in particolar modo al centro storico. Abbiamo fin da subito però sottolineato la necessità che ci debba essere un equilibrio tra il garantire il decoro e andare incontro alle esigenze economiche degli esercenti e garantire un po’ di vita in una città dove l’età media è 49,7 anni e giovani ce ne sono già pochi. Siamo contrari ad una eliminazione tout court delle strutture definite nel regolamento di tipo 2, cioè quelle chiuse nel centro storico. Non ne capiamo la ratio e non lo condividiamo. Ribadiamo che le linee di indirizzo dovrebbero mirare a trasformare l’occupazione dei Dehor in un’occasione congiunta di sviluppo degli operatori economici e di crescita per la collettività. Queste furono le mie dichiarazioni 10 mesi fa. Questo pensavamo allora e questo coerentemente pensiamo oggi. Aggiungo che le regole non possono essere modificate solo a beneficio di alcuni nel centro storico, ma debbano essere applicate in modo uniforme e garantire pari trattamento a tutti. Cedere alla tentazione del continuo ripensamento, approvare un regolamento e poi fare marcia indietro a distanza di pochi mesi, mossi unicamente da meri calcoli elettoralistici o dal timore di perdere consenso nell’immediato, svilisce l’istituzione che rappresentiamo. È giusto riconoscere e correggere degli errori, è giusto, ma non dopo soli 10 mesi quando il regolamento non è entrato neanche in vigore. Così veramente rischia di apparire dettato da mere convenienze del momento”.

Sergio Locci (Aristanis): “La modifica che portate è il risultato di un’ampia consultazione con tutti gli operatori commerciali, e anche, credo, dei partiti della maggioranza. Tutto legittimo. Però è vero anche una cosa: qual è il principio cardine che vi ha ispirato? Quello del regolamento approvato a settembre o quello di adesso? Se il primo imponeva determinate regole di cui l’Assessore si è fatta paladina, oggi vengono meno quei presupposti con i quali quest’Aula ha approvato in maniera intransigente. Allora era stato evidenziato in un ampio dibattito che c’erano delle differenze tra zona e zona, soprattutto del centro storico. Talune venivano sicuramente avvantaggiate perché avevano la possibilità di spazi, altri invece venivano sacrificate perché spazi per estendere non ne avevano. E allora oggi la domanda è: qual è il criterio di proporzionalità che vi ha ispirato a questa modifica? Ho molte difficoltà a trovare un parametro corrispondente. Oggi mi sembra che questa proporzione sia lasciata alla discrezione. Non stiamo facendo una modifica del regolamento, stiamo commettendo una ingiustizia a favore di tanti operatori commerciali che comunque pagano le tasse in ragione della superficie commerciale. Assessore la invito a chiarire, se possibile, perché sinceramente altrimenti devo pensare che sia semplicemente un presupposto che avvia verso la nuova campagna elettorale del prossimo anno”.

Antonio Iatalese (UDC): “Il regolamento è un buon regolamento, stabilisce norme che portano decoro. Qual è la pecca di questo regolamento? Che viene dopo il COVID. Noi facciamo finta di dimenticarci che per permettere alle attività commerciali, alle attività di somministrazione città di lavorare nel periodo del COVID, non abbiamo chiuso un occhio, li abbiamo chiusi entrambi, e abbiamo permesso l’occupazione indiscriminata del suolo pubblico. Tutte le città d’Italia stanno facendo i conti con la difficoltà di regolamentare questo fenomeno che ormai ha preso piede. Le persone, soprattutto grazie al clima mite di cui godiamo in Italia, preferiscono stare all’aperto, consumare all’aperto piuttosto che all’interno di quattro mura, nei mesi estivi, ma anche nei mesi invernali con gli opportuni accorgimenti. L’approvazione di un regolamento come questo vuole agevolare le attività, mettendo tutti in condizioni di pari opportunità, in modo tale da non favorire la concorrenza sleale. Tornare in aula con questa proposta va in questo senso perché abbiamo tralasciato una deroga per i mesi estivi quando ci vuole una maggiore superficie, una maggiore metratura per i tavolini. Non è solo un modo per andare incontro agli operatori economici, ma anche per andare incontro alla cittadinanza che ha maggiore esigenza di sedersi e di consumare e di fare comunità. Oggi torniamo sul regolamento, a mio avviso giustamente, per concedere delle deroghe dal 1° di aprile al 31 ottobre. L’impianto del regolamento però non cambia”.

Roberto Pisanu (Oristano al centro): “Il regolamento è stato approvato a 3 anni dall’inizio della legislatura. Dopo averci lavorato per 3 anni, dopo neanche 9 mesi viene cambiato. Il che è una cosa strana, assurda. Quando lo abbiamo approvato avevate detto che avevate parlato con le associazioni, ma a quanto pare tutto questo era una bugia detta a noi dalla maggioranza: se aveste parlato con le associazioni e con gli operatori, perché dopo 9 mesi state tornando indietro? Perché allora era un regolamento blindato e ora si rivoluziona? Forse per far dimostrare che c’è una specie di cambio di passo? Ha ragione qualcuno a parlare male e a dire che si sta iniziando a fare una campagna elettorale. Per prassi il dehors dovrebbe essere vicino alla facciata, vicino al locale e dovrebbe avere massimo il 50% della superficie interna. Il regolamento va fatto in un certo modo, senza far aumentare incondizionatamente le superfici: ci sono giorni in cui nelle vie e nelle piazze non si può passare con tavolini appoggiati alle panchine, che occupano le strade e non c’è la possibilità che possa passare un mezzo di soccorso”.

Giuliano Uras (Oristano al centro): “State facendo proprio una bella porcata. Siete amministratori che non amministrano e travisano il loro ruolo. Qualcuno confonde il suo ruolo a tal punto da credersi assessore di 4, 5, 7 o 10 commercianti, anziché essere l’assessore delle politiche commerciali della città. Questo documento sarebbe da impugnare per illegittimità, perché parte tiene conto solo di coloro che hanno i requisiti giusti per potersi allargare. 7-8 persone, forse non ci arriviamo. E tutti gli altri? No, ma quelli non sono tutelati dall’assessore al commercio. Tra poco parleremo della TARI, delle tariffe e di come devono essere applicate. Noi vogliamo che chi occupa il suolo pubblico paghi la Tari anche per quei metri quadri che occupa. Ma non credo che questo sia previsto. Questa è concorrenza sleale, perché chi ha un locale di 150 metri quadri paga tutto. Chi ha 150 metri fuori non paga niente. Questo regolamento è invalido, fatto così non vale. SI parla di deroghe per il periodo stagionale, da aprile a ottobre? L’estate è iniziata ieri e ottobre significa metà dell’autunno. Questa è la stagione estiva? Io come voi vivo in questa città, io come voi mi servo dei locali pubblici di questa città, io come voi conosco le necessità di questa città. E fra le necessità di questa città non c’è il rispetto di chi fa il maleducato e sfida la pubblica amministrazione. E parlo di quei signori, non di tutti, per carità, ci sono anche persone corrette, ma di chi occupano le panchine con i tavolini, di quelli che si prendono 500 metri quadri di piazza perché sono fortunati, stanno in una piazza, perché stesse— se stessero in un vicolo anche volendo fare i maleducati non riescono a farlo. Ma intanto tutte le vie di fuga e passaggi per le, per le norme di sicurezza stradale non sono rispettate, né nei vicoli, tanto meno nei vicoli, né nelle piazze. Non è rispettata la libera fruizione delle piazze da parte di tutti i cittadini. Io voglio una città con delle regole e il rispetto per tutti, una città dove chiunque, dal più disabile al più anziano al più giovane al più contento, possa godere degli spazi ricreativi che il bar o il ristorante danno”.

Nella replica l’Assessore Valentina de Seneen ha ribadito la validità dell’operato dell’amministrazione: “Credo sia sintomo di intelligenza dire: posso migliorare un atto che non può essere di per sé perfetto e che può essere migliorato. Io considero un buon modo di amministrare sedersi, recepire le esigenze e, se si può migliorare un atto, migliorarlo. Io sono orgogliosa di questa modifica e sono orgogliosa di questo regolamento. Siccome non sono solita mentire, mi sembra doveroso ricordare come la concertazione ci sia stata: il 27 dicembre 2024 sono state convocate tutte le associazioni di categoria, ci si è seduti a un tavolo aperto a tutti e si è discusso a lungo ed è stato data la possibilità di fare osservazioni scritte che sono allegate ai verbali della commissione e per la maggior parte sono state recepite. L’opera di concertazione e di ascolto c’è stata allora, così come c’è stato ora”.

Francesca Marchi (Sinistra futura): “Noi abbiamo un’altra idea di regolamento, un’altra idea di città, un’altra idea dello sviluppo della nostra città. Noi oggi come minoranza di centrosinistra non abbiamo partecipato al voto degli emendamenti e non parteciperemo al voto sulla modifica di questo regolamento perché non vogliamo far parte di questa ipocrita operazione simpatia che vi porta anche in questa occasione a cambiare idea su ciò che avete portato in aula solo qualche mese fa. Una modifica portata con evidente approssimazione e impreparazione”.

Gianfranco Porcu (Forza Italia): “Questa soluzione correttiva migliora il regolamento esistente perché il confronto, quando porta ad una soluzione condivisa, va nell’interesse della città e per interesse della città si intende l’interesse di tutti coloro che sottostanno al regolamento, di tutti gli esercenti, ma anche dei cittadini. Le regole sono valide per tutti, non solo per qualcuno. Sono regole che portano a una maggiore equità, perché il criterio di proporzionalità del quale si è discusso riguarda proprio il fatto che rimane vivo l’articolo secondo il quale la lunghezza e l’ampiezza del dehors è pari a quella della facciata e non può superarlo. Quell’articolo non viene superato a meno che non ci sia una concessione da parte dei confinanti. Le regole appunto per tutti. Il regolamento recepisce una necessità che era quella di proporzionare l’estensione dei dehors e non lasciare la piazza in balia delle iniziative dei singoli”.

Il Sindaco Massimiliano Sanna ha concluso il dibattito sottolineando l’importanza del confronto: “Oggi abbiamo dimostrato a chi ha sempre detto il contrario che siamo abituati al confronto e all’ascolto. Dall’ascolto e dal confronto è emersa la necessità di apportare una modifica che noi siamo sempre disposti a fare. Questa, a mio avviso, è intelligenza politica: ascoltando chi lavora tutti i giorni nella nostra città e ha bisogno di sostegno, di aiuto, abbiamo accolta questa necessità seguendo le indicazioni delle associazioni di categoria, quindi non solo i singoli. E vorrei precisare che la petizione è stata presentata da 34 esercenti, non da 4, 5 o 6 o 7. Il regolamento è un regolamento equilibrato che oggi consente di migliorare le richieste di tanti operatori. Mi è dispiaciuto sentire determinati termini che reputo inaccettabili in un consiglio comunale. Occorre avere il rispetto nei confronti anche di chi lavora e delle istituzioni”. Prima del voto finale il Consiglio ha respinto gli 11 emendamenti presentati dal Consigliere Giuliano Uras.

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