Oristano. Lo screening agli studenti è un’odissea (sotto la pioggia). Sindaci in rivolta
L’Hub di Oristano è stato preso d’assalto dalla mattina presto per la prima giornata di screening disposta dalla Regione per “censire” la popolazione studentesca. Cancelli aperti dalle 10, ma molti genitori e bambini sono arrivati almeno mezz’ora prima. E, manco a dirlo, alle 10 in punto la pioggia ha fatto capolino sul quartiere di Sa Rodia, a rendere la situazione ancora più complicata. Fila lunghissima, come era facilmente pronosticabile, visto che l’hub di Oristano deve accogliere tutto il bacino studentesco del circondario. Lo screening è su base volontaria, ma fortunatamente sono tanti i genitori che vogliono mandare i figli a scuola in totale sicurezza. C’è tempo fino a domani: cancelli aperti dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Intanto, però, alcuni Sindaci hanno criticato la decisione della Regione, per tempi e modalità: “Sindaci, amministratori locali, uffici comunali, scuole e ASSL non hanno mai fatto mancare la collaborazione necessaria a organizzare screening o vaccinazioni – ha dichiarato Manuela Pintus, Sindaca di Arborea -. Mi chiedo solamente se non ci fosse un modo più efficace e tempestivo di realizzare lo screening. La pandemia è iniziata a marzo 2020 e se il panico e la mancata programmazione e condivisione di attività erano allora giustificabili, oggi non sono francamente comprensibili”.

A farle eco, il primo cittadino di Cabras, Andrea Abis: “Rimango dell’idea che per la scuola occorra un periodo di chiusura di alcune settimane, utile a rallentare la situazione di forte espansione del virus, a pianificare la gestione didattica scolastica e a consentire una operazione di screening attenta, organizzata nei tempi e modi giusti, scuola per scuola, tale da evitare confusione, tensione e inutili assembramenti. Credo che lo screening delle scuole abbia bisogno di una partecipazione degli alunni al completo, di tutti gli alunni, diversamente si va a perdere il significato dell’operazione e si rischia di vanificare lo sforzo. A seguito dell’Ordinanza si è generato un clima di confusione, anche tra gli amministratori che sicuramente non negheranno il proprio aiuto, ma era necessaria immediata chiarezza e tempi diversi”.


