Oristano saluta Giorgio Mocci, il commercialista buono. Domani i funerali

Giorgio Mocci era professionalità, altruismo, amore, passione. Tutti in un’unica persona. Oristano perde un esempio, uno stile di vita a cui rivolgersi per diventare migliori. Attaccato alla professione di commercialista, non ha mai smesso di aggiornarsi, come i tempi moderni richiedono, a suon di sacrifici. Nonostante tutto, però, non ha mai lesinato attenzioni al mondo che lo circondava. A partire dalla splendida famiglia, la moglie Patrizia e i figli Luca e Gabriele. A loro ha trasmesso i valori che gli sono stati insegnati da bambino e di cui andava fiero: “Sono il figlio di Ciccio Mocci” – diceva spesso, orgogliosamente, presentandosi a chi non conosceva.

Il padre era stato un riferimento, anche nella trasmissione della passione politica. Socialista da sempre, negli anni ’80 e ’90 era un pilastro inamovibile per Emidio Casula, leader del Psi in Sardegna. Amava Oristano e la Sartiglia. E poi la pallacanestro, con un passato da cestista e da dirigente della Libertas. Giorgio Mocci non faceva mai pesare il suo status, nonostante fosse revisore dei conti per istituzioni ed aziende di rilievo nazionale e regionale. E’ andato via nel suo stile: l’ultimo atto di generosità lo ha compiuto donando gli organi e salvando, così, vite altrui. Chi vorrà, potrà salutare quell’anima gentile giovedì 14 Luglio alle 16 nella Cattedrale di Oristano.

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