Ospedale di Oristano. Dalla commissione regionale alla sanità, buone notizie per Oncoematologia
E’ necessario risolvere definitivamente la carenza di personale sanitario che sta creando gravi problemi agli ospedali di Nuoro e Oristano: bisogna intervenire prioritariamente su questi territori. E’ quanto è emerso oggi nel corso della seduta della commissione Salute, presieduta da Domenico Gallus (Udc Cambiamo), che ha sentito in audizione l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, Massimo Temussi, commissario straordinario dell’Ats, ma anche il commissario straordinario della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi, Grazia Cattina (Direttrice del presidio ospedaliero di Nuoro), Sergio Pili, direttore del presidio ospedaliero di Oristano, Antonio Cossu (commissario straordinario della Assl di Oristano) sulle problematiche della sanità di Nuoro e Oristano.
Sulla situazione dell’ospedale San Martino sono intervenuti il presidente Domenico Gallus, la consigliera della Lega, Annalisa Mele e Alessandro Solinas (M5S). Mele ha sottolineato che la situazione del San Martino di Oristano è simile a quella di Nuoro e ha sollevato, in particolare, il problema del Pronto soccorso che può contare soltanto su 5 medici che lavorano nei festivi e coprono le notti, oltre ad altri 3 medici che lavorano soltanto nei turni diurni. Mele ha ricordato che l’ospedale serve una popolazione di circa 158mila abitanti, ha sollecitato la riapertura delle prenotazioni per le visite oncologiche e ha chiesto la possibilità di fare arrivare dal Cet (Centro di emergenza territoriale) di Ghilarza due medici, a rotazione, per supportare i colleghi del pronto soccorso del San Martino.

I rappresentanti delle strutture sanitarie oristanesi hanno confermato l’arrivo di un medico oncologo e hanno affermato che il reparto di Oncoematologia è in corso di accreditamento (il 15 maggio sarà inviata tutta la documentazione) e che sarà bandito a breve un concorso per medici di Chirurgia d’urgenza. Alessandro Solinas ha sottolineato l’importanza dell’agire uniti per risolvere i problemi del territorio, garantendo anche migliori condizioni di lavoro per i medici e garantire il diritto alla salute ai cittadini. Ha incalzato i vertici Ats e Assl sul problema della Tac, ritenendo “vergognoso che, nonostante sia stata individuata la sala che ospiterà il macchinario, non siano partiti i lavori”. Il presidente Gallus ha ribadito l’importanza del Cet di Ghilarza non solo per il territorio dell’Alto Oristanese ma per tutta la Asl, pur precisando che i medici del Cet non potranno lavorare, per questioni contrattuali, al P.S. di Oristano. “Questo servizio – ha detto Gallus – sta però decongestionando il carico dei pronto soccorso di Oristano e di Nuoro”.

Si tratta, ha aggiunto Gallus di un servizio sperimentale che dà risposte ai pazienti riducendo le lunghe attese nei pronto soccorso. Per il presidente della Sesta commissione “non è corretto definire il Cet poco più di una guardia medica, perché svolge l’attività di un pronto soccorso: stabilizza i pazienti che arrivano in codice giallo e rosso e risolve i problemi degli altri pazienti meno gravi”. Anche sul costo della Cet Gallus ha affermato che non è superiore a quanto si spendeva con le prestazioni aggiuntive e che, comunque, si tratta di un progetto pilota da esportare anche nelle altre province. “Il Cet non assorbe risorse destinate ad altri ospedali e non è detto che in futuro, per ovviare alla carenza di medici, non si decida di esternalizzare anche altri servizi”, ha concluso Gallus.

