Pastori sardi all’attacco: “Regione assente quando c’è da ascoltare gli allevatori”

È iniziata con una forte contestazione per l’assenza della Regione l’assemblea generale dei pastori sardi, stamattina all’Hotel Anfora di Tramatza. L’invito era stato rivolto alla presidente della Regione Alessandra Todde, anche titolare della delega alla Sanità, e all’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus, ma entrambi non hanno partecipato all’incontro. Un’assenza che i pastori hanno stigmatizzato duramente fin dalle battute iniziali, proprio mentre il comparto attraversa una fase di particolare difficoltà.

Da tutta la Sardegna gli allevatori hanno raggiunto Tramatza per confrontarsi sui problemi che stanno mettendo sotto pressione le aziende. I temi sono quelli già emersi nelle ultime settimane: un prezzo del latte ovino e caprino che non soddisfa le esigenze della produzione, costi di gestione sempre più pesanti e una situazione sanitaria che, tra dermatite nodulare bovina e lingua blu, sta provocando pesanti ripercussioni sugli allevamenti e sulle movimentazioni degli animali.

L’assemblea è stata molto partecipata e ha visto la presenza di alcuni amministratori pubblici, tra cui la presidente dell’Anci Sardegna, Daniela Falconi.

Il confronto era stato pensato proprio per mettere allo stesso tavolo il mondo pastorale, le istituzioni, i Consorzi di tutela e le aziende di trasformazione, chiamati a discutere delle prospettive della prossima campagna lattiero-casearia e delle emergenze che stanno condizionando il settore.

Ma proprio l’assenza dei due principali rappresentanti della Regione ha aperto una frattura nel confronto. Per i pastori, infatti, la presenza della presidente Todde sarebbe stata particolarmente importante per affrontare le questioni sanitarie, mentre quella dell’assessore Agus per il versante agricolo ed economico. Entrambi erano stati formalmente invitati all’assemblea. Sul tavolo resta soprattutto la questione del prezzo del latte, con la nuova campagna ormai alle porte. Gli allevatori chiedono che la remunerazione venga valutata alla luce dell’andamento del mercato e dei costi effettivamente sostenuti dalle aziende. La campagna 2025-2026 si avvia alla conclusione con quotazioni indicate intorno a 1,40 euro al litro, mentre i pastori denunciano una crescita dei costi che rende sempre più difficile sostenere l’attività. Quella di oggi, dunque, è stata una giornata di confronto, ma anche un passaggio importante per la mobilitazione. I pastori vogliono capire quali risposte arriveranno sui diversi fronti. E il messaggio che arriva da Tramatza è netto: se il confronto non porterà a soluzioni concrete e soddisfacenti, la protesta potrebbe nuovamente prendere la strada della mobilitazione.

Condividi questa notizia: