Piano anti-cinghiali nel Sinis e interventi contro l’erosione a Tharros. Vertice in Prefettura

“Massima attenzione alla sicurezza e alla salvaguardia di un patrimonio di inestimabile valore per il territorio”.

Con queste parole, il Prefetto di Oristano, Salvatore Angieri, ha sintetizzato l’esito del vertice dedicato a temi centrali per il territorio: la sicurezza ambientale e la tutela del patrimonio archeologico.

Contenimento dei cinghiali nel Sinis. Nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica è stato fatto il punto sulla problematica legata alla presenza dei cinghiali nella Penisola del Sinis. È stato illustrato lo stato di attuazione del Piano di gestione predisposto dalla Provincia, che prevede l’installazione di apposite gabbie di cattura e l’impiego di coadiutori appositamente formati.

Il sistema adottato – è stato evidenziato – sta dando risultati positivi, consentendo un progressivo e concreto contenimento del fenomeno. Le attività proseguiranno secondo una programmazione definita e saranno affiancate da servizi di ordine pubblico coordinati dalla Questura di Oristano, con il concorso delle Forze di Polizia e del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, così da garantire la massima sicurezza durante le operazioni.

Il Prefetto ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Provincia e dal Comune di Cabras, ringraziando le Forze dell’Ordine e il Corpo Forestale per il contributo costante a tutela del territorio.

Tharros. Sicurezza, erosione e valorizzazione del sito. Successivamente, l’attenzione si è spostata sullo stato di avanzamento delle attività di valorizzazione dell’area archeologica di Tharros, con particolare riferimento alla cosiddetta “Tomba del Re” e ai fenomeni di erosione e dissesto aggravati dalle recenti mareggiate e dalle intense precipitazioni.

A tutela della pubblica incolumità, il Sindaco di Cabras ha già disposto l’interdizione dell’accesso alle zone attualmente a rischio. Sono in corso ulteriori valutazioni tecniche per individuare gli interventi più idonei, anche attraverso il coinvolgimento di figure altamente specializzate e della Regione, considerata la straordinarietà degli eventi climatici registrati. L’area è sottoposta a costante monitoraggio anche da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Parallelamente, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio sta svolgendo un’attività conservativa per il recupero e la messa in sicurezza dei reperti riaffiorati a seguito delle mareggiate. Per rafforzare la tutela del sito, è stata inoltre decisa l’intensificazione dei servizi di vigilanza, con l’obiettivo di impedire l’accesso alle aree interdette e contrastare il rischio di furti di reperti archeologici. È previsto un sopralluogo congiunto, cui seguirà una riunione tecnica in Questura, per definire un piano coordinato di controllo del territorio e valutare l’eventuale utilizzo di foto-trappole.

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