
Premio Letterario Nazionale Forum Traiani. I vincitori di un’edizione di alto livello qualitativo
Si è tenuta nel Centro Congressi del Sardegna Grand Hotel Terme a Fordongianus, la cerimonia di premiazione della V edizione del Premio Letterario Nazionale Forum Traiani 2026. Quest’anno si è assistito ad una riduzione della partecipazione in tutte e tre le sezioni, Narrativa, Poesia, Saggistica, ma il livello e la qualità della produzione in concorso è salito, rendendo ardua la decisione degli esperti selezionati della giuria presieduta dal professor Massimo Onofri.
A condurre la serata di premiazione, Giuliano Marongiu affiancato da Alessandra Piredda. Ad impreziosire la cerimonia di premiazione, la musica e le improvvisazioni della fisarmonica di Eleonora Steri. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato ad Andrea Cortellessa con l’opera “Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere Pasolini” , edita da Treccani 2025.
Particolarmente felice anche il Premio per la Letteratura, assegnato alla scrittrice Rosa Matteucci, già vincitrice nel 1999 del Premio Bagutta nella sezione Opera Prima, finalista del premio Viareggio e del Premio Strega e vincitrice del Premio Grinzate Cavour, del Premio Napoli e del Premio Brancati. Nel 2025 pubblica con Adelphi il suo ultimo romanzo Cartagloria, vincitore del Premio Mondello nello stesso anno.
Il Premio Opera Prima, è andato a Matteo Auciello con Tecniche miste di trasformazione, edito da Il Ramo e la Foglia 2025.
A ottenere il primo posto nella sezione Narrativa, dopo la selezione iniziale e l’inserimento nella “cinquina” finale, è stato Domenico Conoscenti, Manomissione, (Il ramo e la Foglia 2025). Secondo Premio per Adrian Bavi, La nuotatrice notturna, (Nutrimenti 2025), mentre il terzo premio è andato a Fabio Bacà, L’era dell’Acquario, (Adelphi 2025).
Nella sezione dedicata alla Poesia edita, a spuntarla è stata Beatrice D’Abbicco, La poesia non esiste, (Eretica 2025), mentre al secondo posto troviamo Anna Settevendemmie, Cose che ac(ca)dono, (PeQuod 2025) e al terzo posto Valentina Pasquon, Per non perdere il conto, (Manni 2025).
Nella sezione saggistica il primo premio lo ottiene Paolo Desogus, In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia, (La Nave di Teseo 2025), il secondo Premio va a Nicola Fano, Michelangelo e i pensatori. Apologia del dubbio nelle arti, (Elliot 2025), e il terzo premio a Fulvio Conti, Massoneria e fascismo. Dalla grande guerra alla messa al bando delle logge, (Carocci 2025).

“La V edizione del Premio ha visto una riduzione della partecipazione in tutte le sezioni. Un fenomeno atteso, perché l’alto livello delle opere premiate ha determinato in questi cinque anni, in modo particolare negli autori che pubblicano in proprio o per Case Editrici a pagamento, la consapevolezza di un Premio poco praticabile per opere che non siano di alta qualità letteraria. Ringrazio tutta la Giuria, composta da Massimo Onofri Presidente, Monica Farnetti, Giovanna Caltagirone, Alessandro Cadoni, Filippo Sani, Rosanna Morace, Mario Marras, Simona Campus, Carla Del Vais e Domenico Fadda, per la dedizione e la serietà con la quale hanno affrontato tutte le difficoltà. Per la VI Edizione del Premio ci saranno importanti novità, pensate per far si che il Premio Letterario nazionale Forum Traiani possa raggiungere sempre più importanti e prestigiosi risultati”. Così ha commentato il Presidente del Premio, Mario Zedda.
Patrocinano il Premio letterario nazionale Forum Traiani la Fondazione di Sardegna, il Comune di Fordongianus, le Università degli studi di Cagliari e Sassari, Lettres Sorbonne Universitè. Collaborano Sardegna Grand Hotel Terme e Endas Sardegna.
L’anteprima. A fare da anteprima alla cerimonia del Premio Letterario Nazionale Forum Traiani, il giorno prima, è stato il ricordo del Professor Paolo Cherchi, scomparso a Chicago lo scorso 4 aprile.
Il Centro Culturale ExSPa a Fordongianus ha ospitato il convegno con Giuliana Adamo e Paolo Maninchedda relatori.
Nasce da un rapporto epistolare iniziato un anno fa, il legame tra Fordongianus e Paolo Cherchi, uno dei maggiori filologi e storici della letteratura italiana, scomparso a Chicago lo scorso 4 aprile. Con uno scambio costante di email tra il presidente dell’Associazione Culturale Premio Letterario Nazionale Forum Traiani, Mario Zedda, che nell’edizione del 2025 del Premio, insieme alla Giuria, ha scelto di conferire un riconoscimento speciale al professor Cherchi per il suo saggio “Le meraviglie di Eco”, è nato un legame amicale che ha portato l’associazione ad organizzare un convegno in suo ricordo.
Il Centro Culturale ExSPa a Fordongianus ha accolto Giuliana Adamo, docente di Letteratura italiana al Trinity College di Dublino e Paolo Maninchedda, ordinario di Filologia romanza presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Cagliari, che hanno dialogato sulla lunga carriera di Cherchi, le sue opere, la sua immensa umanità e il suo forte legame con la Sardegna e con Oschiri, paese natio in cui tutt’ora vivono due sorelle, Maria e Lina.
A moderare l’incontro è stata Maria Obinu.

In diretta da Chicago, ha portato il suo saluto e ringraziamento il figlio di prof. Cherchi, Marcello. Ad intervenire è stato anche il Sindaco di Fordongianus Serafino Pischedda, e il Sindaco di Oschiri Roberto Carta, che ha ricordato la figura del suo illustre concittadino. Invitati e presenti alla serata anche il Rettore emerito dell’Università di Sassari prof. Attilio Mastino e il presidente della Giuria Prof. Massimo Onofri. “Ho avuto il primo contatto con Paolo Cherchi quando gli ho comunicato che la Giuria aveva a lui concesso il premio speciale. Era estremamente curioso e si era messo il quesito su chi fosse Mario Zedda, questa persona che in un piccolo paese della Sardegna aveva avuto il coraggio di mettere in piedi un premio letterario. Da lì scoprì che tra le altre cose scrivevo e ne fu attratto. Così inizia la nostra corrispondenza che abbiamo avuto fino al mese prima della sua morte. È nata una bella amicizia, affettuosa perché mi sentivo legato a lui da affetto come se fosse un fratello maggiore. Ho pensato quindi che fosse giusto ricordarlo e onorarlo anche qui a Fordongianus, con una conferenza invitando come relatori due suoi cari amici, Giuliana Adamo e Paolo Maninchedda”, ha raccontato Mario Zedda, Presidente dell’Associazione Culturale Premio Letterario Nazionale Forum Traiani. “Sono davvero l’unico Linceo di Oschiri”. Giuliana Adamo cita testualmente Paolo Cherchi: questa frase, pronunciata dall’ accademico dei Lincei con il sorriso sulle labbra, racchiude tutto il suo humor. “Era importante ricordare la sua figura, – ha aggiunto Adamo – la sua erudizione e la sua sapienza. È venuto a mancare i primi di aprile rattristandoci tutti. Era tempo che si avviava a lasciare la terra, malato da anni, ma grande campione anche in questo di resilienza e resistenza, perché continuava a studiare, a scrivere, pubblicare e condividere e soprattutto ad ascoltare noi minores rispetto a lui e a incoraggiarci”. Una serata all’insegna degli aneddoti e del racconto della grande erudizione del professor Cherchi, ricordato anche da Paolo Maninchedda: “ Il mio primo contatto con Paolo Cherchi è stato bibliografico, perché chiunque studia e si rapporta alla filologia non può non imbattersi nei suoi lavori e nei suoi libri”. Nato a Oschiri nel 1937, Paolo Cherchi è stato uno dei maggiori filologi e storici della letteratura italiana. Laureato nel 1962 in Filologia romanza a Cagliari, si era presto trasferito negli Stati Uniti, dove conseguì il dottorato all’Università della California a Berkeley, quando la scelta di continuare gli studi nelle discipline umanistiche in America non era affatto consueta. Dal 1966 al 2003 è stato docente di Letteratura italiana all’Università di Chicago, di cui era professore emerito, e dal 2003 al 2009 professore Ordinario all’Università di Ferrara. Nominato Socio straniero dell’Accademia dei Lincei nel 2016, nel 2024 gli è stato conferito dalla “Sapienza” Università di Roma anche il Dottorato di ricerca honoris causa in Scienze del testo dal Medioevo alla Modernità. Alla sua opera dobbiamo anche tanti fitti e intensi scambi e legami in Humanities fra Europa e America, ben visibili anche nella sua attività quale Socio dell’Accademia dei Lincei. Autore di oltre 400 pubblicazioni fra monografie, saggi e recensioni, sempre di alto livello filologico, ha spesso indirizzato la sua attenzione su autori e opere poco frequentate dagli altri studiosi e da lui invece riportati all’attenzione critica contemporanea, sia con edizioni che con traduzioni e studi filologici e storici. Ha rappresentato negli Stati Uniti, e non solo, quanto di meglio e più solidamente fondato ha espresso la tradizione scientifica della filologia romanza italiana, da lui rinnovata e aperta a nuovi orizzonti, e ha promosso a livello metodologico e storico-critico, mai soggiacendo alle mode del momento quanto di nuovo e rilevante maturasse nella cultura europea e americana. Scienza e capacità comunicativa si sono composte in lui in una sintesi rara, testimonianza di una disponibilità umana e simpatetica che lo hanno reso una delle personalità culturali più rispettate e amate nelle due Americhe, in Europa e in Italia.
