Progetto Disperdiamoci. “Educare è un atto di comunità”
In un territorio che conosce da vicino il peso della dispersione scolastica e sociale, dove molte giovani persone rischiano di essere dimenticate ai margini, il progetto “Disperdiamoci – Per non lasciare nessunə indietro” si fa voce e azione di una comunità che sceglie di esserci. Promosso dalla Provincia di Oristano e sostenuto dal Fondo Politiche Giovanili 2023 dell’Unione Province d’Italia, il progetto ha ospitato il 10 e 11 ottobre l’intervento di Heart4Children, con l’iniziativa Orientarsi al futuro: ciascunə cresce solo se sognatə, diretta dalla prof.ssa Daniela Lucangeli. Giornate dense di significato, che hanno trasformato l’Istituto Lorenzo Mossa in un crocevia di pensiero, emozione e impegno educativo.
Persone, insegnanti, giovani, famiglie, rappresentanti di associazioni e istituzioni si sono ritrovatə per costruire insieme un nuovo patto educativo territoriale, fondato sull’ascolto, sulla fiducia e sulla corresponsabilità. Oltre 180 studentesse e studenti, oltre 40 insegnanti iscritti ai laboratori docenti. Numeri importanti per un progetto agli esordi che rivelano l’attenzione del mondo della scuola e delle famiglie educanti. Prossima l’attività nelle scuole da parte dei peer informator per una divulgazione diretta giovani a giovani e gli incontri di orientamento e formazione curati da Hub di Nuoro e Giulia Giornaliste.
“La Provincia di Oristano – ha dichiarato il presidente Paolo Pireddu – ha scelto di investire con convinzione in percorsi di riavvicinamento all’istruzione, alla formazione e al lavoro, rivolti a giovani di tutte le età e, in particolare, a giovanissimə verso cui abbiamo il dovere di prestare ascolto, nel rispetto dei tempi di apprendimento e di scelta di ciascunə. Progetti come Disperdiamoci rappresentano semi di futuro: iniziative capaci di generare stimoli, visioni e competenze che aiutano le nuove generazioni a riconoscere nella propria terra non un luogo da cui partire, ma uno spazio in cui restare, crescere e impegnarsi. Imparare ad essere una comunità educante, formata e consapevole, ci permetterà di migliorare il dialogo con i nostrə giovani, comprenderne il disagio e costruire insieme una qualità della vita che non contenga il bisogno di andar via, ma che sappia accogliere e valorizzare le energie migliori proprio qui, in Sardegna”.
Formare per trasformare. Il percorso formativo ha preso avvio venerdì pomeriggio con un incontro dedicato al personale docente, chiamato a riflettere sul proprio ruolo non solo come trasmettitore di conoscenze, ma come figura ispiratrice capace di accendere la scintilla del talento e della fiducia in ogni persona in crescita. Sabato mattina, giovani partecipanti hanno vissuto laboratori esperienziali pensati per aiutarli a riconoscere i propri punti di forza, le fragilità e i desideri. Un vero e proprio esercizio di orientamento personale, dove il sogno non è evasione, ma progetto di sé. Nel pomeriggio, l’intera comunità educante si è riunita per un incontro partecipativo, dando vita a un dialogo aperto e plurale.
Inclusione come scelta politica e pedagogica. In un territorio come quello di Oristano, dove la dispersione scolastica raggiunge livelli allarmanti, investire in formazione e benessere non è un lusso, ma una necessità urgente. La didattica inclusiva proposta da Heart4Children non è solo una metodologia: è una visione etica e scientifica che mette al centro la persona, valorizzando le differenze e promuovendo l’equità.
Una risposta corale della scuola. Straordinaria la partecipazione del corpo docente: numerosə insegnanti, provenienti da ogni angolo della provincia, hanno preso parte attivamente a tutti i laboratori, restando ben oltre l’orario di lavoro. Un gesto che racconta più di mille parole il bisogno profondo di formazione, di strumenti, di alleanze per “aiutare ad aiutare” chi cresce, dentro e fuori dalla scuola. Un bisogno che si fa ancora più urgente nei piccoli paesi in via di spopolamento, dove spesso mancano cinema, teatri, spazi di aggregazione e stimoli pensati per le nuove generazioni. In questi contesti, la scuola diventa presidio culturale, luogo di cura, di possibilità e di futuro.

Una comunità che si educa per educare. Il progetto Disperdiamoci non si limita a offrire eventi: costruisce legami, genera alleanze, attiva processi. È una chiamata collettiva a “disperdersi” nel territorio per raggiungere ogni giovane, soprattutto chi rischia di restare invisibile. È un invito a riconoscere che l’educazione non è responsabilità di pochi, ma compito condiviso di tutti.
Questi appuntamenti formativi sono semi piantati in un terreno che ha bisogno di cura, visione e coraggio. Perché una comunità che investe nelle proprie giovani generazioni è una comunità che sceglie di esistere nel futuro.
Disperdiamoci – Per non lasciare nessuno indietro. È il progetto promosso dalla Provincia di Oristano e finanziato dall’Unione Province d’Italia con il Fondo Politiche Giovanili 2023, nato per contrastare la dispersione scolastica e sociale attraverso un’azione capillare, inclusiva e partecipata. Il titolo, suggerito dalle rappresentanze giovanili coinvolte fin dalla fase ideativa, richiama l’impegno a “disperdersi” nel territorio per raggiungere ogni giovane, valorizzando le diversità e promuovendo percorsi di orientamento, formazione e protagonismo. Il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 35 anni, con particolare attenzione alle fragilità e ai bisogni educativi speciali, e coinvolge attivamente gli adulti di riferimento – insegnanti, educatori, genitori – in percorsi formativi e riflessivi.
La rete di partenariato è ampia e rappresentativa: oltre alla Provincia di Oristano, capofila, partecipano Heart4Children, Consorzio UNO, IIS Mariano IV d’Arborea, APS Oristano e Oltre, Associazione GiULiA Giornaliste, CPIA4, le Consulte giovanili comunali e provinciali. Collaborano inoltre l’HUB Rete di Nuoro, il Dipartimento regionale Istruzione e Politiche giovanili, le Fondazioni ITS regionali e altri soggetti territoriali.
Attraverso eventi, laboratori, attività di peer education, percorsi formativi e una strategia comunicativa integrata, “Disperdiamoci” promuove una nuova cultura educativa basata sull’ascolto, sull’inclusione e sulla corresponsabilità. Il progetto mira a costruire il primo Patto Educativo Territoriale della provincia, generando impatti duraturi e rafforzando il legame tra i giovani e il loro territorio, trasformando ogni percorso in una possibilità concreta di crescita e realizzazione.
Riferimenti sulla dispersione scolastica. Nel 2025 la Sardegna registra un tasso di dispersione scolastica del 17,3%, uno dei più alti in Italia, dove la media nazionale si ferma al 10%. L’isola si colloca così tra le regioni più fragili dal punto di vista educativo, insieme alla Campania. Nella sola provincia di Oristano la situazione appare ancora più critica: il tasso raggiunge infatti il 18%, il valore più elevato a livello regionale.
Negli ultimi dieci anni, il territorio oristanese ha perso circa 35.000 studenti, un dato che riflette un profondo calo demografico e un crescente fenomeno di spopolamento. A livello regionale, la popolazione scolastica è passata dai 202.600 studenti del 2018 ai 171.668 del 2025, con una perdita netta di oltre 31.000 studenti in soli sette anni.Il progetto Eurispes Sardegna, presentato nel maggio 2024, ha analizzato il fenomeno attraverso due indagini: la prima dedicata all’orientamento scolastico nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, la seconda alla dispersione nella scuola secondaria di secondo grado. Le ricerche hanno evidenziato come la carenza di docenti, in particolare di insegnanti di sostegno, gli accorpamenti scolastici e il disagio giovanile rappresentino alcune delle principali cause dell’abbandono scolastico.
Per contrastare il fenomeno, nel 2025 è stato avviato il progetto “DISPERDIAMOCI – Per non lasciare nessuno indietro”, promosso dalla Provincia di Oristano con il sostegno del Fondo Politiche Giovanili dell’UPI. L’iniziativa mira a costruire una rete tra scuole, enti e associazioni, per trasformare il territorio oggi più esposto alla dispersione in un laboratorio di rinascita educativa e di inclusione sociale.

