Start up innovative in Sardegna. Oristano cresce ma resta ai margini del sistema

Sono 143 le start up innovative attive in Sardegna, imprese ad alto contenuto tecnologico che studiano, sperimentano e innovano per mantenere l’Isola competitiva nello scenario nazionale e internazionale. Un numero ancora ridotto, che colloca la Sardegna nelle ultime posizioni della classifica italiana, ma che nasconde dinamiche territoriali molto diverse, tra luci e ombre.

È il caso della provincia di Oristano, dove oggi operano 9 start up innovative. Poche in termini assoluti, ma con un dato che colpisce se letto in prospettiva. Tra il 2016 e il 2024, infatti, il numero delle start up innovative oristanesi è cresciuto del 200%, uno degli incrementi più alti in Italia. Una crescita significativa, che parte però da una base molto bassa e che evidenzia una fragilità strutturale: nessuna delle imprese attive è guidata da giovani under 35 o da donne.

Un dato che pesa, soprattutto se confrontato con il resto della Sardegna. A livello regionale, le start up innovative gestite da giovani sono 18 (12,6%), mentre quelle femminili sono 21 (14,7%). Nel complesso, però, l’Isola registra una contrazione del 5,3% delle start up innovative tra il 2016 e il 2024, il peggior risultato a livello nazionale, con un crollo particolarmente accentuato tra le imprese giovanili.

Nel dettaglio provinciale, Cagliari concentra il maggior numero di start up innovative (70), seguita da Sassari-Gallura (40) e Nuoro (24). Proprio Nuoro, insieme a Oristano, mostra i tassi di crescita più elevati nell’ultimo periodo, a conferma di come anche i territori più periferici possano esprimere segnali di vitalità, seppur ancora insufficienti a colmare il divario con le aree più strutturate.

Per Confartigianato Sardegna, il quadro resta comunque delicato. “La frenata degli ultimi anni è un segnale da non sottovalutare – osserva il presidente Giacomo Meloni – perché il contributo delle start up innovative è fondamentale per la rigenerazione del tessuto produttivo regionale”.

Un impegno che, secondo l’associazione, va rafforzato creando condizioni più favorevoli alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese, soprattutto nei territori meno attrattivi.

Nel caso di Oristano, la crescita percentuale racconta un potenziale ancora inespresso. I numeri dimostrano che l’innovazione può attecchire anche fuori dai grandi poli urbani, ma l’assenza di start up giovanili e femminili segnala una carenza di opportunità, infrastrutture e supporto che rischia di frenare ulteriormente lo sviluppo. Una sfida aperta, che chiama in causa istituzioni, sistema produttivo e politiche per l’innovazione.

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