Terralba. Petizione per chiedere il tempo pieno nella scuola primaria

Avere almeno una sezione a tempo pieno, nel prossimo anno scolastico, nelle scuole primarie del Comune di Terralba. È l’oggetto di una petizione promossa da due genitori, Nicola Aramu e Patrizia Arminante, che in questi giorni è stata già sottoscritta, solo sulla piattaforma Change.org, da quasi duecento persone. La stessa è indirizzata a vari rappresentanti istituzionali, da quelli comunali fino a quelli ministeriali, oltre che al dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Terralba e ai responsabili dell’Ufficio Scolastico. L’apertura di sezioni di scuola elementare a tempo pieno (due insegnanti su una classe, 40 ore settimanali, 4 ore di compresenza) – si legge nella petizione – ha motivazioni sia pedagogiche (didattica a tempi distesi, socializzazione, possibilità di svolgere attività laboratoriali) sia sociali (necessità di avere i bambini in strutture pubbliche e di qualità per famiglie con lavori sempre più precari e flessibili).

L’oggetto della petizione lanciata su Change.org

“C’è un’impellente necessità di più scuola per i nostri figli – dichiarano i promotori – perché essenziale è il ruolo riconosciuto all’istruzione pubblica nella crescita culturale, sociale e dunque anche economica del paese”. Per dare corpo alla proposta, bisognerebbe sfruttare le ingenti risorse stanziate nel Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, circa 960 milioni di euro, per l’estensione del tempo pieno – anche attraverso la costruzione o la ristrutturazione degli spazi di 1000 mense entro il 2026 – e 300 milioni di euro per potenziare le infrastrutture per lo sport, già dalle prime classi delle primarie, costruendo o adeguando 400 edifici perché diventino palestre. 

La riduzione d’orario è concentrata nelle Regioni dove la dispersione scolastica arriva a percentuali spaventose, che superano il 30 per cento: un bambino lombardo può contare su 40 ore di scuola settimanali, mentre in Sardegna solo il 34 per cento circa della popolazione scolastica vede riconosciuto questo diritto.

“Siamo consci che troveremo numerose resistenze all’idea di puntare su un’estensione del tempo pieno negli istituti scolastici del nostro paese. Da parte di tutti gli attori in campo probabilmente. Nonostante ciò vogliamo intraprendere questa battaglia” – dichiarano i cittadini che hanno sottoscritto la petizione.

La scuola primaria di Terralba

Durante la clausura forzata imposta dalla pandemia, è emerso quanto l’ambito casalingo si sia rivelato più ingiusto della scuola, perché ha palesato disparità che spesso si sono tradotte in discriminazione. Avere più tempo a disposizione a scuola, inoltre, limita drasticamente l’eventualità di inondare bambini e ragazzi, fin dalle prime classi, di compiti a casa, che spesso costringono i genitori (quasi sempre le donne) a un impegno e a una funzione non loro. Capitolo mense: godere di un pasto comune va incontro alle esigenze delle decine di bambini e ragazzi che si trovano a vivere in condizioni di povertà assoluta. Le mense incentivano un’alimentazione capace di valorizzare i prodotti locali.

“Per tutte queste motivazioni, e altre che si trovano nella petizione, chiediamo sia percorsa ogni possibilità e valutata attentamente l’opportunità di istituire, a partire dal prossimo anno scolastico 2022/2023, almeno una classe della scuola primaria di Terralba strutturata col tempo pieno” è l’appello finale dei genitori. La petizione è sottoscrivibile, oltre che in formato cartaceo anche sulla piattaforma Change.org al seguente link: https://chng.it/9Vvf74j6

Condividi questa notizia: