“Uniti per la sanità pubblica”. Domani in piazza a Cagliari anche il comitato oristanese
“Ci muoveremo con mezzi propri e pubblici, perché ci rendiamo conto che la situazione è ogni giorno sempre più drammatica” spiegano dal Comitato per il diritto alla salute della Provincia di Oristano, che fa parte del Coordinamento dei comitati sardi per la sanità pubblica, organizzatore della manifestazione di protesta.
L’appuntamento è sabato 24 giugno, alle ore 9 e 30 davanti alla basilica di Bonaria.

“Nell’oristanese si sta cercando di mettere una pezza al problema dei medici di base con gli Ascot, ma come è possibile dare assistenza una volta alla settimana, dalle 8 alle 14, a 12 paesi?” chiedono i portavoce del Comitato.
“La situazione al San Martino è drammatica, ma nessuno si lamenta più. I pazienti attendono giorni e giorni gli interventi chirurgici, perché mancano anestesisti e medici. Qualcosa si muove, ma le situazioni gravi non migliorano: tutte le chirurgie del San Martino sono bloccate per l’assenza di anestesisti, con gravi ritardi negli interventi, anche quando sono urgenti”.
“Anche le fratture sono urgenti, basta dire che non è così: i pazienti muoiono, nonostante la buona volontà dei sanitari. Questa è una cattiva organizzazione sanitaria, non basta dire che i reparti sono aperti, se poi non si fornisce assistenza”.
I portavoce del comitato commentano anche l’idea, del presidente sardo Christian Solinas, di realizzare un nuovo ospedale a Sant’Elia: “E’ una vergogna. Sono già stati stanziati, e in parte spesi, milioni per l’ammodernamento del Brotzu e ora si scopre che non se ne farà più nulla. Il Brotzu, decantato fino a ieri come l’eccellenza sarda, ora è da buttar via. Probabilmente non se ne farà nulla, ma l’esperienza del Ponte di Messina insegna che anche solo la redazione dei progetti può far sprecare tantissime risorse pubbliche”.

