Fordongianus. Chiusa la trentesima edizione del Simposio di scultura su pietra trachite
Fordongianus congeda la 30ª edizione del Simposio internazionale di scultura su pietra trachite. Nel suggestivo scenario delle terme romane, la cerimonia di premiazione, presentata da Pina Vacca e alla quale sono intervenute diverse autorità locali e il consigliere regionale Diego Loi, componente delle Commissioni regionali Autonomia e Politiche sociali del Consiglio regionale della Sardegna. Anche quest’anno nessuna classifica, ma un riconoscimento a tutti gli scultori partecipanti, i quali hanno avuto l’occasione di presentare le loro opere realizzate in una settimana di appassionato lavoro, che li ha visti impegnati in riva al fiume Tirso.
Le opere
Oscar Aguirre Comendador (Cuba), ha intitolato la sua scultura “Fordongianus, sa bidda de s’abba chelenti” e ha spiegato che da tempo partecipa a concorsi e simposi nel mondo, dove sono presenti diverse sue opere, dedicate tutte a ciò che quel luogo caratterizza. In questo caso Fordongianus, identificato con le sue terme di acqua calda.
Valentino Giampaoli (Marche) ha inteso omaggiare due frutti comuni, la mela e la pera, ed in particolare quest’ultima che è molto diffusa a Fordongianus. Un riferimento alla natura, alla sua perfezione, alla sua forma.
Lyudmyla Mysko (Ucraina) ha creato un’opera che vede come protagoniste due figure identiche che si sviluppano in verticale, ma si dirigono in direzioni diverse. Titolo: Gemelli.
Lorenzo Murru (Sardegna) ha dato vita a “Elementi nel tempo”: “Tre decadi, trent’anni di Simposio rappresentati come elementi distaccati, ma uniti dalla luce e dalle forme plasmate per far si che tutto si incastri in una figura unica”.
Da Tabaton Osbourne (Inghilterra) “Un’anfora antropomorfa”, una scultura che trae ispirazione dalla forma dell’anfora, che diventa corpo: “Un cenno alle civiltà antiche e ai prodotti del territorio, ma anche rappresentazione dell’essere umano come recipiente di conoscenze e tradizioni tramandate di generazione in generazione”.
Infine Valeria Vitulli (Molise) con “Ascolto”: “L’opera dalla forma organica richiama le onde del Tirso e invita il fruitore a stendersi per interagire a contatto con la pietra trachite e vivere un’ esperienza sensoriale di rigenerazione ascoltando i suoni della natura”.

Commenti. “Siamo contenti di essere arrivati alla 30ª edizione del Simposio di scultura ed estremamente soddisfatti per il lavoro svolto dagli artisti, che ringraziamo sentitamente – ha dichiarato il sindaco di Fordongianus Serafino Pischedda -. Un ringraziamento va anche alle associazioni e ai volontari che si sono prodigati per la riuscita del Simposio. Un grazie anche a Don Omar e all’architetto Franco Niffoi di Orani per la descrizione delle opere”.

“Le statue del Simposio verranno provvisoriamente esposte all’ingresso dello stabilimento termale o dell’albergo”, ha proseguito il sindaco Pischedda. “Una vetrina importante con un notevole afflusso di visitatori. Il Comune è in trattativa con diversi enti per la collocazione delle opere in altri centri, come già avvenuto in passato”.
Organizzatori. Il Simposio Internazionale di scultura su pietra trachite è stato organizzato da Comune e Pro loco di Fordongianus con la collaborazione della Fondazione Sardegna, le Terme di Sardegna e Forestas, e col supporto della Regione Sardegna.

