Oristano, la storia di Mario Noli. Torna a vivere nel rudere dichiarato inagibile
C’è una storia, a Oristano, che parla di solitudine e dignità. È la storia di un uomo che oggi si ritrova senza una casa, costretto a rifugiarsi in un rudere al Rimedio, già dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, dove ogni notte diventa un’incognita.
Una vicenda che racconta non solo una condizione personale di estrema difficoltà, ma anche un fenomeno sempre più diffuso: la crisi abitativa che colpisce una fascia crescente della popolazione.
Per tre mesi Mario aveva trovato una sistemazione temporanea in un B&B, grazie a un progetto del Plus che gli aveva garantito un tetto e un minimo di stabilità. Una soluzione tampone, però, destinata a esaurirsi. Alla scadenza del contratto, dal Comune è arrivata un’unica proposta: il dormitorio. Una soluzione che però l’uomo ha scelto di rifiutare. Non se la sente di dormire in un luogo che percepisce come freddo e impersonale, condividendo gli spazi con molte altre persone e con orari rigidi, che consentono la permanenza solo dalle 22 alle 7 del mattino.
Eppure Mario non è invisibile nelle graduatorie: è terzo nella lista per l’assegnazione di un alloggio di edilizia pubblica. Un dato che, sulla carta, potrebbe far sperare in una soluzione a breve termine. Ma la realtà è ben diversa: dal Comune è arrivata la comunicazione che al momento non ci sono case disponibili.

Così, senza altre opzioni, è tornato nel luogo da cui era stato allontanato: una casa pericolante, già dichiarata inagibile dai vigili del fuoco. Un rudere che minaccia di crollare da un momento all’altro, al cui interno restano solo macerie e rifiuti. Un ambiente incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza e dignità.
La sua non è la storia di chi non ha mai lavorato o di chi ha scelto di vivere ai margini. Mario è descritto da chi lo conosce come una persona volenterosa, che ha sempre cercato di mantenersi con il proprio lavoro. Oggi, però, si ritrova schiacciato da una condizione che non è più solo individuale, ma sistemica.
La sua vicenda diventa così emblematica di una realtà più ampia: a Oristano cresce il numero di cittadini che, pur non rientrando nelle situazioni di marginalità estrema, non riescono più ad accedere a una casa. Una zona grigia fatta di precarietà, graduatorie bloccate e risposte insufficienti.
Nel silenzio delle istituzioni e nella lentezza delle soluzioni, Mario Noli torna a vivere tra le macerie. Con la paura costante che quel tetto, già dichiarato pericoloso, possa cedere da un momento all’altro. E con la consapevolezza di rappresentare, oggi, il volto più fragile di una crisi che non può più essere ignorata.

