Scoperta al nuraghe di Santa Barbara. L’oristanese Mulas presenta denuncia ai carabinieri

Una possibile scoperta di grande rilevanza archeologica è stata segnalata alle autorità militari nel territorio di Villanova Truschedu. Un artigiano di Oristano, Andrea Mulas, appassionato di archeologia, ha presentato formale denuncia ai Carabinieri della Stazione di Oristano. “Ritengo di aver individuato, all’interno di un nuraghe, un elemento riconducibile alla simbologia della Dea Madre Sarda” – spiega Mulas.

La denuncia è stata formalizzata nella mattinata odierna, giovedì 8 gennaio 2026, presso il Comando dei Carabinieri di Oristano. L’uomo ha riferito di essersi recato lo scorso 21 dicembre nell’agro di Villanova Truschedu, in località Santa Barbara, dove sorgono due nuraghi affiancati, uno dei quali di dimensioni più ridotte. Durante la visita di quest’ultimo, osservando attentamente una parete interna, avrebbe notato una pietra con due protuberanze mammellari.

“Sono caratteristiche che – dichiara l’artigiano – richiamano le raffigurazioni della divinità primordiale della Dea Madre, simbolo di fertilità, vita, morte e rinascita nelle civiltà prenuragiche e nuragiche”.

In evidenza la pietra oggetto della scoperta

Convinto dunque di trovarsi di fronte a un ritrovamento potenzialmente eccezionale per la storia della Sardegna e per l’avanzamento delle conoscenze su uno dei periodi più antichi dell’isola, l’uomo ha spiegato di aver tentato più volte di contattare il Comune di Villanova Truschedu per informare il Sindaco, senza però riuscire a ottenere risposta.

Proprio per il timore che il sito possa essere danneggiato o manomesso, il denunciante ha chiesto un intervento urgente della Soprintendenza per la messa in sicurezza dell’area, segnalando anche il rischio legato all’esposizione agli agenti atmosferici. A corredo della segnalazione sono state consegnate due fotografie scattate il 26 dicembre, in occasione di una seconda visita al nuraghe.

Nella denuncia viene inoltre richiamato l’articolo 92 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che disciplina il compenso per chi rinviene fortuitamente beni di interesse archeologico, ma il denunciante si è riservato di decidere in un secondo momento a chi destinare l’eventuale indennizzo.

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