Ghilarza. Al via la “Settimana Gramsciana”. Il programma delle prime due giornate
L’antifascismo di ieri e di oggi con la giornalista Barbara Serra e lo storico Gianluca Scroccu, una riflessione sul lavoro con l’economista Vittorio Pelligra e lo storico Gianmario Leoni, le vicende dei confinati durante il regime con gli studiosi Anthony Santilli, Vito Ailara, Antonella Fancello e Nunzia Secci, e le riflessioni di uno dei più grandi intellettuali del novecento sul jazz, portate in scena dall’attore Stefano Mereu e il musicista Michele Scipioni. Sono questi gli appuntamenti dei primi due giorni della Settimana Gramsciana, la manifestazione che da martedì 21 a lunedì 27 aprile si terrà a Ghilarza, organizzata dalla Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza e dall’associazione Heuristic di Oristano.
Sette giorni di incontri, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, mostre e momenti di spettacolo che, con la direzione artistica di Vito Biolchini e quella organizzativa di Stefano Casta, culmineranno lunedì 27, nell’89° anniversario della morte di Gramsci, con l’omaggio alla tomba della madre dell’intellettuale, alla presenza dei pronipoti Galatea e Tarquinio Gramsci.
Il programma, ospitato tra l’Auditorium comunale, la Torre aragonese, l’Agorà, il Cinema Joseph e i rinnovati spazi della Casa museo, si aprirà martedì 21 alle 18 all’Auditorium comunale con il dibattito “Il fascismo e noi”. Ospite d’eccezione sarà la giornalista di origini sarde Barbara Serra, oggi volto di Sky News nel Regno Unito e autrice del libro “Fascismo in famiglia” (Garzanti), nel quale ripercorre la vicenda del nonno, podestà a Iglesias e Carbonia. Un racconto coraggioso che si fa riflessione profonda sulla ricerca dei motivi che spingono le persone, in determinato periodi storici, a sostenere le dittature. A ragionare con l’autrice, in un incontro moderato dal giornalista Vito Biolchini, saranno lo storico Gianluca Scroccu e la presidente della Fondazione Casa Gramsci Caterina Pes.Antonio Gramsci è uno degli autori novecenteschi più conosciuti al mondo e la sua casa museo, recentemente riaperta al pubblico, si candida ad essere un luogo di riferimento per ogni studioso che voglia approfondire il pensiero dell’intellettuale e politico sardo. Anche con questo obiettivo nel corsi della serata verrà sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Fondazione Casa Museo Gramsci e il GramsciLab (Centro interdipartimentale di studi internazionali gramsciani) dell’Università di Cagliari per la collaborazione scientifica e didattica nello studio e nella diffusione della conoscenza della figura e del pensiero di Antonio Gramsci nel mondo.La prima giornata della Settimana Gramsciana si chiuderà alle 21 sempre all’Auditorium comunale con “Gramsci e il jazz”, uno spettacolo di narrazione e musica che martedì 21 vedrà in scena l’attore Stefano Mereu, accompagnato dalle musiche dal vivo di Michele Scipioni. ”Gramsci e il jazz” esplora il pensiero del grande intellettuale, mettendo in luce alcune riflessioni che scrisse in due lettere dal carcere, e che l’autore Roberto Franchini analizza nel suo omonimo libro. In poche righe Gramsci riflette in maniera profonda sull’impatto sociale e storico del jazz in quegli anni e sulla prospettiva e previsione di una egemonia culturale americana. È un racconto che parte dalla Sardegna e giunge oltre oceano, che intreccia citazioni, pensieri, riflessioni e vicende umane del grande pensatore sardo, con aneddoti, fatti e resoconti storici sulla musica jazz. Mercoledì 22 aprile il programma si apre alle 17 all’Auditorium comunale con il dibattito “Il senso del lavoro”, nel quale verranno presentate due novità editoriali. La prima è “Lavorare per gli altri” (Il Mulino), nella quale l’economista Vittorio Pelligra riflette su come il lavoro non produca solo reddito ma anche rispetto di sé, fiducia, autonomia, riconoscimento. Può essere dunque un’esperienza di crescita e contributo, oppure uno spazio di umiliazione e logoramento. Dallo studio del malessere organizzativo, delle culture tossiche e della perdita di significato emerge così una proposta forte, perché un buon lavoro non è solo quello che remunera il giusto, ma quello che permette di dare valore a ciò che si fa. L’altro libro che animerà il dibattito, che sarà coordinato dalla giornalista e presidente dell’Associazione Stampa Sarda Simonetta Selloni, sarà “Rincorrendo il miracolo: Ottana e l’industria del centro Sardegna” (FrancoAngeli). Curato dallo storico Gianmario Leoni, il volume offre una riflessione a più voci sul tentativo di fare del centro Sardegna il fulcro di un ambizioso progetto di industrializzazione. La rincorsa del “miracolo economico” dovette però presto fare i conti con segnali di crisi. Lo studio invita così a riflettere su un’eredità ambivalente: se da un lato le ciminiere rappresentano un progetto destinato nel lungo periodo al fallimento, dall’altro richiamano speranze e contraddizioni di un’epoca.La serata proseguirà con “Ribelli al confino”, un incontro che verterà sugli antifascisti costretti dal regime a vivere in luoghi isolati e lontani. Questo però non impedirà a figure carismatiche di lasciare il segno nelle comunità che li ospitarono, come avvenne per Lina Merlin, confinata per cinque anni tra Dorgali, Orune e Nuoro, poi in seguito madre costituente e politica di primo piano della nostra storia repubblicana. Del libro “Lina Merlin. Una storia di confino” (edito da Delfino) parleranno Antonella Fancello e Nunzia Secci dell’associazione “Raichinas e chimas”. A contestualizzare la vicenda sarà lo storico Anthony Santilli, ricercatore presso l’Anppia, direttore del Centro di ricerca e documentazione su confino politico e la detenzione – Isole di Ventotene e Santo Stefano, nonché autore del volume “Frammenti insulari”, edito da Viella. Al dibattito, che sarà moderato dal giornalista e presidente dell’Issasco Walter Falgio, parteciperà da remoto anche Vito Ailara, presidente Centro studi Ustica.La serata si chiuderà alle 19.30 alla Casa Museo con l’inaugurazione della mostra “Ribelli al confino”, allestita dall’Anppia in collaborazione con il Centro di ricerca e documentazione sul confino politico – isole di Ventotene e Santo Stefano, che sarà visitabile per tutta la durata della Settimana Gramsciana. Nella mostra viene ricostruita la storia del confino politico in Italia attraverso sedici pannelli tematici. Un focus particolare è dedicato all’isola di Ventotene, che divenne il centro confinario più grande d’Italia ma fu anche il luogo in cui nacque il progetto di un’Europa basata sulla pace e sulla solidarietà, attraverso la stesura del cosiddetto Manifesto di Ventotene.Organizzata dalla Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza insieme all’associazione culturale Heuristic di Oristano, la Settimana Gramsciana è sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Ghilarza, dal Ministero della Cultura, dalla Fondazione di Sardegna, dalla Fondazione Gramsci e dalla Fondazione Berlinguer.

