1.680 giorni dopo l’incendio del Montiferru. “Il fuoco è spento, l’ingiustizia no”
Sono passati 1.680 giorni da quel terribile luglio 2021, quando l’incendio del Montiferru e della Planargia, una delle ondate più violente della furia del fuoco nella storia moderna dell’oristanese, mandò in fumo centinaia di ettari di territorio, mettendo in ginocchio l’ambiente, il mondo agricolo e intere comunità rurali, con produzioni agricole e di cibo che non hanno mai visto la luce.

A distanza di 55 mesi, famiglie e aziende agricole attendono ancora risposte. Risposte che, sottolinea Coldiretti Oristano, non sono mai arrivate da parte di chi era chiamato a darle, mentre le imprese continuano a pagare il prezzo più alto di una tragedia che non può e non deve essere archiviata.
40 MLN MAI ARRIVATI. Di fronte alla stampa, il presidente e il direttore provinciale di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias ed Emanuele Spanò, insieme ai presidenti di sezione dei territori colpiti e a una rappresentanza delle aziende agricole, hanno ribadito la gravità di un bilancio che va oltre i numeri. Ad oggi mancano all’appello oltre 40 milioni di euro, tanto è il danno subito dalle aziende agricole colpite. Oltre 500 aziende sono rimaste in attesa per anni: solo il 10% delle domande presentate è stato ritenuto finanziabile, mentre per il restante 90% non c’è stato nulla da fare.
LE NECESSITÀ. “Riteniamo fondamentale reperire ulteriori risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate nel 2024 sulla misura 5.2 del PSR. In alternativa, se questo non fosse possibile, è necessario attivare strumenti dedicati ed efficaci per sostenere le aziende agricole che hanno subito questi danni” – ribadiscono tutti gli esponenti di Coldiretti Oristano presenti.
I DANNI. Quello del Montiferru e della Planargia è stato nel 2021 l’incendio più esteso di tutta Italia. Il solo rogo del Montiferru ha coinvolto 10 Comuni, bruciando un’ampia porzione del territorio regionale: Sennariolo è stato il Comune più colpito, con il 94% della superficie coinvolta, seguito da Cuglieri con il 39%. In questo scenario, le aziende agricole hanno perso animali, strutture, mezzi, recinzioni, ma anche produzioni alimentari fondamentali, con effetti che si sono ripercossi sull’intera filiera e sul tessuto economico e sociale del territorio.
Le foto che dimostrano l’assenza di interventi nei territori e nelle strutture colpite dai roghi






