Pescatori dell’oristanese pronti alla mobilitazione. Appuntamento a Cagliari il 10 marzo

Le marinerie dell’oristanese annunciano la mobilitazione e chiedono risposte urgenti alla Regione sulla crisi che sta colpendo il comparto della pesca lagunare. I presidenti delle cooperative e dei consorzi del territorio hanno deciso di organizzare una manifestazione pubblica davanti al palazzo dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente a Cagliari, fissata per il 10 marzo alle 9.

La decisione è stata presa questa mattina durante un incontro tra i rappresentanti delle marinerie, che denunciano una situazione di difficoltà persistente. Negli ultimi anni, spiegano, si sono susseguiti tavoli tecnici e momenti di confronto con le istituzioni, ma senza che a queste interlocuzioni siano seguite misure strutturali adeguate a sostenere imprese e famiglie che operano nel settore.

Tra le principali criticità segnalate c’è l’emergenza cormorani, che continua a incidere pesantemente sulle produzioni delle lagune dell’oristanese, con conseguenze economiche rilevanti per le aziende. Secondo le marinerie, il possibile incremento dell’indennizzo previsto dalla Regione rappresenta un segnale positivo, ma non sufficiente se calcolato con una percentuale fissa che non rispecchia i danni effettivamente subiti nei singoli compendi lagunari. I pescatori chiedono quindi che i ristori siano parametrati al danno reale, certificato per ciascun territorio. Le marinerie sottolineano inoltre che le attuali misure di contenimento dei cormorani sono concentrate nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, mentre il periodo più critico per le produzioni lagunari si registra tra febbraio e marzo. Una scelta che, secondo i pescatori, finisce per rallentare ogni anno l’attività produttiva per diversi mesi, con effetti negativi sulla continuità della presenza del prodotto locale sul mercato regionale.

Al centro delle preoccupazioni anche il decreto sulle anguille, adottato senza un adeguato coinvolgimento della categoria e ritenuto penalizzante per la programmazione e la sostenibilità economica delle attività di pesca.

Il settore della pesca lagunare, ricordano i rappresentanti delle cooperative, rappresenta un presidio economico, sociale e ambientale fondamentale per il territorio. Per questo le imprese e le famiglie coinvolte chiedono alla Regione un confronto strutturato e l’adozione di soluzioni concrete e tempestive.

Il comunicato è firmato dai presidenti delle principali realtà del comparto: Antonio Loi per il Consorzio Cooperative Riunite della Pesca di Marceddì, Giuliano Cossu per il Consorzio Pontis di Cabras, Alberto Porcu per la Cooperativa pescatori Sant’Andrea di Arborea e Raffaele Manca per la Cooperativa pescatori Sant’Andrea di Riola Sardo.

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