“Superato il limite della critica”. Il Sindaco valuta la querela contro Oristano al Centro

“Esiste un limite tra la critica legittima, anche aspra, e la diffamazione. Quel confine mi pare sia stato ampiamente superato, considerato che le valutazioni politiche sono trascese in offese personali che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico. Lascio ai miei legali la valutazione delle eventuali iniziative da intraprendere rispetto alle offese personali, ma ritengo doveroso fare alcune precisazioni sul piano politico, nel rispetto della città”.

Il Sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, replica al gruppo di Oristano al Centro, che ieri ha mosso pesanti accuse, politiche e personali, allo stesso Sindaco e alla maggioranza che guida il Comune di Oristano.

Oggi il Sindaco ha dato mandato ai suoi legali di verificare se sussistano gli estremi per una querela per diffamazione, per le espressioni lesive della sua reputazione, recentemente riprese anche dagli organi di stampa. Sui rilievi di ordine politico precisa: “Ho sempre interpretato il ruolo del Sindaco come quello di chi deve fare sintesi tra le diverse sensibilità della maggioranza che lo ha indicato e sostenuto e con cui ha condiviso il programma elettorale e amministrativo. Con questo spirito ho orientato le mie scelte, compresa la decisione di azzerare la Giunta comunale al termine delle interlocuzioni con il tavolo politico di maggioranza. Due forze politiche, Oristano al Centro e i Riformatori, avevano chiesto l’azzeramento, mentre gli altri partiti avevano espresso una posizione differente. La mia sintesi è stata proprio quella dell’azzeramento, chiedendo poi alle forze politiche di indicare una rosa di nomi per la ricomposizione dell’esecutivo. L’unico partito che non ha presentato alcuna proposta è stato proprio Oristano al Centro, che pure era stato tra i primi a chiedere l’azzeramento. Questo è il primo elemento politico che mi induce a pensare che dietro quella richiesta ci fosse un disegno preciso, con l’obiettivo finale di arrivare alle elezioni anticipate, cercando di recuperare una verginità politica davanti alla città. Il secondo elemento riguarda le accuse lanciate indistintamente contro tutti da chi, allo stesso tempo, rivendica di essere stato il vero motore dell’azione amministrativa in questi anni”.

“La posizione dell’assessore Ivano Cuccu – al quale continuo a riconoscere impegno e dedizione nel lavoro svolto – con il tempo è diventata politicamente insostenibile all’interno della maggioranza. Quando tre forze politiche ne hanno chiesto la sostituzione è stato evidente che non sussistevano più le condizioni per la sua permanenza nell’incarico. Colpisce che chi, come lui, in precedenti occasioni, aveva sollecitato altri assessori a dimettersi per senso di responsabilità e dignità istituzionale, questa volta abbia invece espresso l’esigenza di una continuità, in dissonanza con le posizioni assunte in passato. Successivamente, all’indomani della formazione del nuovo esecutivo, sono state rilasciate dichiarazioni su presunte richieste ricevute da consiglieri e assessori. Se si trattava di richieste illecite, era doveroso denunciarle immediatamente. Se invece non lo erano, non si comprendono accuse o allusioni che lasciano intendere l’esistenza di zone d’ombra. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere, prima ancora che il diritto, di segnalare alle autorità competenti eventuali comportamenti scorretti o illegali. Per Oristano al Centro la maggioranza sarebbe stata mossa esclusivamente da interessi personali. Anche in questo caso invito alla chiarezza: se ci sono accuse, si facciano nomi e cognomi e si circostanzino i fatti. Non si possono lanciare insinuazioni nel vuoto. Le affermazioni si sostengono con elementi concreti”.

“Relativamente alla scelta di procedere alla sostituzione di Ivano Cuccu e Carmen Murru –conclude il Sindaco Sanna – ribadisco quanto ho già espresso nei giorni scorsi: a entrambi va il mio sincero ringraziamento per l’impegno, la competenza e i risultati ottenuti. La decisione non è legata al lavoro svolto, che riconosco e apprezzo, ma esclusivamente alla necessità di ricomporre un quadro politico più solido e funzionale al prosieguo dell’azione amministrativa. Aggiungo che evidentemente la dismissione di un incarico pubblico può ingenerare frizioni e risentimenti, ma nessuno di noi è eterno”.

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