Area archeologica di Tharros. Cantiere verso il traguardo nel segno dell’accessibilità

Si avvia alla conclusione il cantiere, finanziato con fondi PNRR, nell’area archeologica di Tharros, segnando un passaggio decisivo verso un nuovo modello di fruizione del patrimonio culturale. Accessibilità universale, rispetto dei tempi e gestione finanziaria prudente sono i tre pilastri su cui si fonda un intervento che punta a trasformare uno dei siti più suggestivi del Mediterraneo in un esempio a livello nazionale.

Grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Fondazione Mont’e Prama sta portando a termine un progetto ambizioso, che ccambierà radicalmente l’esperienza di visita. Non un semplice restyling, ma un intervento strutturale che mette al centro l’inclusione.

Il cuore dell’operazione è infatti il potenziamento dell’accessibilità: nuovi percorsi, passerelle integrate nel paesaggio e soluzioni tecnologiche renderanno Tharros un luogo finalmente aperto a tutti.

L’obiettivo è superare le barriere fisiche che per anni hanno limitato la piena fruizione del sito, consentendo anche a persone con ridotte capacità motorie di vivere appieno il patrimonio storico.

Il cantiere si distingue per il rispetto rigoroso della tabella di marcia. In un contesto nazionale spesso rallentato da ostacoli burocratici, i lavori si avviano alla chiusura entro i tempi previsti, garantendo così il pieno utilizzo delle risorse europee. “Abbiamo dimostrato che anche nel settore pubblico si può lavorare con efficienza e visione – sottolinea il presidente della Fondazione, Anthony Muroni -. Il rispetto delle scadenze non è solo un obbligo amministrativo, ma un dovere nei confronti dei cittadini e dell’Europa che ha investito su questo progetto”.

Particolarmente significativa anche la gestione economica dell’intervento, del valore complessivo di 2,5 milioni di euro. La Fondazione ha richiesto allo Stato un’anticipazione limitata, pari a 500 mila euro, scegliendo di sostenere con risorse proprie la maggior parte delle spese durante l’avanzamento dei lavori.

Una strategia improntata alla prudenza e alla trasparenza, che consente di arrivare al saldo finale solo dopo una rendicontazione puntuale di ogni voce. “Abbiamo scelto una linea di grande responsabilità finanziaria – aggiunge Muroni -. Anticipare le risorse significa credere nel progetto e garantire controlli rigorosi su ogni fase, alleggerendo allo stesso tempo il carico immediato sulle casse pubbliche”.

Il risultato è un modello gestionale che coniuga solidità patrimoniale ed efficienza operativa, dimostrando come anche nel settore culturale sia possibile adottare logiche tipiche del privato, senza rinunciare alla missione pubblica.

Con la chiusura del cantiere, Tharros si prepara così a una nuova stagione: più accessibile, più accogliente e più sostenibile.

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