Test antilarvale contro la Febbre del Nilo. Risultati molto incoraggianti, via all’estensione del modello

Risultati concreti, misurabili e soprattutto molto incoraggianti nella lotta alla proliferazione delle zanzare e alla prevenzione della Febbre del Nilo. È questo l’esito della sperimentazione avviata dalla Provincia di Oristano nel Comune di Nurachi, dove è stato introdotto un sistema innovativo di trattamento antilarvale nei tombini urbani.

Il progetto, partito in forma sperimentale, ha già evidenziato nelle prime settimane un’efficacia significativa. L’attività operativa è stata affidata alla ditta Nuova Prima, in stretta sinergia con il settore Ambiente della Provincia e gli uffici competenti, garantendo continuità sia nelle fasi di intervento sia nel monitoraggio.

La tecnologia utilizzata, sviluppata da Newpharm, si basa su un sistema combinato: un prodotto antilarvale di origine vegetale e un dispositivo a erogazione continua installato nei pozzetti. Questo consente di mantenere costante nel tempo l’azione del trattamento, impedendo lo sviluppo delle larve grazie alla formazione di una barriera superficiale sull’acqua.

A confermare l’efficacia è il direttore della Nuova Prima, Luigi Attianese. I monitoraggi effettuati tramite campionamenti nei tombini hanno infatti evidenziato una netta differenza tra le aree trattate e quelle non trattate: nei pozzetti privi di intervento è stata rilevata una significativa presenza larvale, mentre in quelli dotati del sistema, attivo da circa un mese, sono state riscontrate esclusivamente larve non vitali. Un dato che certifica la capacità del trattamento di agire anche sulle deposizioni successive, garantendo una protezione continuativa.

In questa prima fase sono stati installati circa 100 dispositivi, inizialmente previsti come intervento migliorativo. Alla luce dei risultati ottenuti, è stata autorizzata l’estensione del sistema all’intera rete di tombini utilizzabili del centro abitato.

Determinante il ruolo della Provincia di Oristano, con il presidente Paolo Pireddu e il consigliere provinciale Andrea Grussu, promotori dell’iniziativa. “Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, imprese e competenze tecniche possa tradursi in risultati tangibili per la comunità – ha dichiarato Pireddu -. La fase sperimentale condotta a Nurachi ha dato esiti molto positivi e per questo abbiamo deciso di estendere progressivamente il modello a tutto il territorio provinciale”.

Sulla stessa linea Andrea Grussu, che sottolinea il valore innovativo dell’approccio adottato: “Abbiamo introdotto un metodo che unisce efficacia scientifica e sostenibilità ambientale, puntando sulla prevenzione più che sull’emergenza. L’esperienza di Nurachi dimostra che è possibile coniugare efficienza operativa e tutela dell’ambiente, aprendo la strada a un nuovo modello di disinfestazione nei centri urbani”.

Oltre ai risultati operativi, il sistema presenta anche importanti vantaggi sotto il profilo gestionale ed ambientale. La possibilità di effettuare un unico intervento a inizio stagione riduce drasticamente la necessità di passaggi ripetuti, con un conseguente contenimento dei costi. Allo stesso tempo diminuiscono gli spostamenti e l’impiego di mezzi, con effetti positivi sull’impatto ambientale complessivo.

Alla luce dei dati emersi, il modello sperimentato a Nurachi si propone oggi come una soluzione concreta, efficiente e sostenibile per una gestione più strutturata degli interventi di disinfestazione, rafforzando in modo significativo la prevenzione della Febbre del Nilo su scala territoriale.

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